Coronavirus e ripresa: le 5 domande di #FORUMAutoMotive La pandemia non ferma l'appuntamento, svoltosi in forma virtuale




"Quello che serve è un nuovo modello di intermodalità, ma deve essere un piano studiato e condiviso; non si può decidere per ideologia o per sentito dire. Serve un mix che sostenga e renda i cittadini liberi, senza criminalizzare l’auto".

Ci sono quattro e due ruote, a motore e senza, entro la cornice del primo appuntamento del 2020 con #FORUMAutoMotive, tenutosi in modalità virtuale, a causa dell'obbligo di distanziamento sociale, con collegamenti video gestiti dallo studio dal promotore dell'appuntamento, il giornalista Pierluigi Bonora, e dal Presidente di ACI Milano, Geronimo La Russa.

Un webinar lungo, incentrato sul tema della ripartenza dopo lo stop obbligato alla vita e all'economia della nazione italiana causato dall'emergenza Coronavirus, seguendo il filo delle '5W del giornalismo': tradotte in italiano, 'chi', 'che cosa', 'quando', 'dove' e 'perché'.

A chi è andato il premio Personaggio dell'Anno 2020

Se i grandi centri, come Roma e Milano, guardano alle bici tradizionali e a quelle a pedalata assistita per evitare la congestione del ritorno alla mobilità collettiva e ovviare alla riduzione delle capienze sui mezzi di trasporto pubblico in misura di fino a un massimo del 75 per cento, c'è chi, come Pierfrancesco Caliari (Direttore Generale di Confindustria Ancma), fa notare che nel decreto governativo di cui sono stati anticipati i contenuti non si parla nemmeno di riaprire i negozi che le vendono.

"Restringendo le carreggiate e dipingendo piste ciclabili - ha rimarcato La Russa - non otterremo altro che nuovi ingorghi, ed è esattamente l'opposto di ciò che invece secondo noi è da fare. L’uso dell'auto non sarà un capriccio, ma una necessità. Per questo motivo sarebbe più utile pensare a tariffe agevolate per i parcheggi". Intanto enti indipendenti hanno dimostrato l'infondatezza del pensiero comune, certificando che il calo del 90 per cento del traffico su suolo peninsulare ha prodotto benefici infinitesimali a livello di inquinamento

La sintesi del pensiero dei vertici di Unrae, Unfia e Federauto

Gli inevitabili cambiamenti ai flussi di mobilità potrebbero complicare non poco la vita delle persone - ha sottolineato Antonio Bobbio Pallavicini (Presidente del Dipartimento Mobilità e Trasporti di ANCI Lombardia e Vicesindaco di Pavia) -, portando a tempi di viaggio non compatibili con quelli della famiglia. Senza contare che al momento dell'uscita da casa sarà necessario confrontarsi con forme di angoscia che generalmente si riscontravano nei soli pazienti psichiatrici, come evidenziato dalla dottoressa Francesca Maisano (psicologa/psicoterapeuta all’ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano)

Un possibile elemento positivo della quarantena è stato messo in luce, nel corso del webinar, da Roberto Sgalla (ex prefetto ed esperto in sicurezza stradale) che ha però operato una distinzione tra chi si è isolato per paura del contagio o perché obbligato e quanti si sono sottoposti alla misura per senso di responsabilità. Se dovessero prevalere i componenti del secondo gruppo, allora forse potremmo dire addio alle 3.000 morti su strada che ogni anno si registrano nel nostro Paese. 

"Ci attendiamo che in Italia si possa perdere tra il 35 e il 43 per cento dei volumi, che significherebbe passare da circa 2 milioni di veicoli a 1,4-1,2 milioni di unità - ha calcolato, attingendo alla più recente analisi prodotta, il Managing Director di AlixPartners, Dario Duse -.  L’emergenza è purtroppo arrivata in un periodo che non era tra i più positivi, e si teme  che purtroppo per noi possa avere un impatto ancora più forte rispetto alla media dell'Europa in ragione di una serie di caratteristiche sostanzialmente legate al tessuto industriale e una situazione macroeconomica e politica meno solida rispetto ad altri paesi europei" (lo sguardo era allargato, per l'occasione, anche a Stati Uniti e Cina, due realtà territoriali colpite duramente dal Coronavirus).