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Come cambiano le abitudini dei driver?Altro capitolo della ricerca Areté sulla nuova mobilità post Covid-19

Prosegue l'attività di monitoraggio delle abitudini dei consumatori italiani, così come risultano rivoluzionate dalla pandemia in corso. Areté ha aggiunto un nuovo capitolo alla survey tematica sulla mobilità di cui sono state già diffuse le prime tre wave (l'ultima, prima di quella attuale, era stata condotta a cavallo tra aprile e maggio).

I risultati relativi al concludendo mese di giugno hanno confermato il ruolo di forza dell'auto a scapito dei mezzi di trasporto pubblici (si parla di quasi il 67 per cento di contro all'11 per cento di bus, tram, metropolitane e al 7 per cento - in discesa rispetto all'11 per cento di maggio - della bici). La ricerca della sicurezza continua a guidare, anche se leggermente meno, le scelte dei nostri connazionali (il dato è infatti sceso a 4 su 10 rispetto ai precedenti 5 su 10), 4 su 10 sono anche coloro che ricorrevano già in passato a questa soluzione per muoversi liberamente.  

Rispetto al precedente rilevamento, è cresciuta la quota, entro il campione, di soggetti pronti a provare la strada del noleggio a lungo termine (8 per cento vs 10 per cento), mentre gli interessati alla formula del finanziamento sono quasi la metà (48 per cento) e 3 connazionali su 10 sono disponibili a pagare il prodotto in contanti.

La Rete seguita a essere guardata con una certa attenzione: per 3 intervistati su 10 la trattativa può essere avviata online, sfruttando, per le loro funzionalità audio/video, anche piattaforme di comunicazione agganciate alla connessione Internet come Skype (1 su 4) o WhatsApp (quasi il 50 per cento). Weekend (43 per cento) e prime time (17 per cento), con risultati in salita, si ritagliano così il profilo di momenti utili per l'acquisizione di informazioni utili a una compravendita ragionata. Un 56 per cento del campione rimane tuttavia ancorato alla fascia pomeridiana.

Quanto infine alla questione test drive, si è registrata l'adesione di 6 intervistati su 10 alla prova a domicilio con Dispositivi di Protezione Individuale. Il 30 per cento si è espresso invece per un 'assaggio' in concessionaria delle qualità del mezzo.

"La nostra nuova rilevazione mensile evidenzia uno scenario fluido della mobilità degli italiani, sempre più legati al bene auto e diffidenti verso i mezzi pubblici - ha sottolineato Massimo Ghenzer, fondatore e Presidente di Areté -. In una fase critica per il mercato dell’auto, pur essendo in costante diminuzione i timori legati al possibile contagio, nuove prospettive di sviluppo si aprono grazie agli strumenti digitali di cui i potenziali acquirenti sono intenzionati a servirsi anche nel processo di acquisto della vettura, segnale chiaro di quanto costituisca anche oggi per l'italiano un momento importante della propria vita, sia dal punto di vista emozionale che razionale".

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