Yoyomove, auto elettrica: rischio d'acquisto e falsi miti
Il secondo report dell’Osservatorio Mobilità Yoyomove evidenzia un approccio cauto degli italiani all'elettrico, condizionato da timori economici, con il 77% degli intervistati che vede il noleggio a lungo termine come soluzione chiave per ridurre i rischi. La ricerca sfata miti comuni: la propensione all'elettrico è maggiore nelle province (62%) che nelle metropoli (42%) a causa della possibilità di ricarica domestica, mentre il 44% degli automobilisti considera l'ibrido come il ponte ideale verso la transizione.
Qui principali evidenze emerse nel corso della ricerca:
La domanda di elettrificazione è reale, ma condizionata. Il 29% considera attivamente l'elettrico oggi e il 42% si dichiara “aperto o curioso”, ma solo il 30,4% si sente davvero pronto. Quando il focus si sposta sulla prossima auto, la scelta ricade ancora sull'ibrido (35%) più che sull'elettrico puro (9%): il mercato non dice “no”, ma “non ancora, non così”.
L'ibrido è il ponte verso l'elettrico. Per il 77,2% degli utenti l'ibrido è più rassicurante del full electric e il 44% lo indica come prima tappa della transizione. Anche nelle conversazioni spontanee è la soluzione più presente (39%), confermando un ruolo di passaggio realistico nel breve periodo.
L'auto elettrica non si sposa con la città. Il 74% degli italiani la considera una soluzione soprattutto urbana, ma la possibilità di ricaricare a casa è disponibile solo per il 32% nelle grandi città e sale al 59% nei piccoli comuni. Di conseguenza, la propensione a scegliere l'elettrico è più bassa nelle metropoli (42%) e più alta in provincia (62%).
SUV e grandi percorrenze sono il cuore della domanda. I dati rivelano due falsi miti. I guidatori di SUV rappresentano il gruppo più numeroso del campione (43%), che è anche il più aperto all’elettrico: l'81% punta a una motorizzazione elettrificata, contro il 67% rappresentato da chi guida una city car. Anche i chilometri ribaltano le attese: tra chi percorre oltre 30.000 km l'anno, la scelta del full electric raggiunge il 35%, contro il 19% di chi resta sotto i 10.000 km.
Il “bluff” dell'autonomia. Il 67% chiede almeno 450 km di autonomia per sentirsi tranquillo, mentre metà del campione percorre meno di 40 km al giorno (15.000 km/anno). Quando la scelta si avvicina, il tema quasi scompare dalle conversazioni: più che un reale limite d'uso, l'autonomia si conferma una barriera psicologica e informativa.
La differenza generazionale ha un impatto concreto. Chi valuta alta la propria conoscenza dell'auto elettrica presenta una probabilità di adozione del 64%, contro il 43% di chi si considera poco competente. Tra i Millennials l'apertura c'è, ma il 43% non ha dove ricaricare; la Gen X è il gruppo più pronto alla conversione (60% di intenzione elettrificata), mentre il 47% dei Boomer preferisce passare prima dall'ibrido.
Il rischio economico dell'acquisto è la barriera decisiva. Prezzo (57,8%) e autonomia (50,8%) guidano le obiezioni dichiarate, ma i dati mostrano che il punto centrale è la prevedibilità: il 77% ritiene che il noleggio a lungo termine faciliti la transizione e l'80,2% si fiderebbe di più dell'elettrico con una formula “tutto compreso”. Le leve più efficaci sono la certezza del canone (53,8%), la manutenzione inclusa (46,9%), l'assicurazione (38%) e la possibilità di provare il veicolo senza acquistarlo (23,1%).
