Transizione auto: Federauto chiede riforme fiscali

La sostenibilità dell'automotive deve essere economica, industriale e territoriale: è questo il monito lanciato da Plinio Vanini, vicepresidente di Federauto, durante il suo intervento al Salone dell'Auto di Torino 2026. Nel corso del panel istituzionale tenutosi al Teatro Regio, il rappresentante dei concessionari ha chiesto a istituzioni e player della filiera regole stabili, una fiscalità efficace e condizioni competitive equilibrate per gestire la transizione ecologica in atto. Secondo Vanini, interpretare la trasformazione del settore esclusivamente in chiave ambientale è un errore. Il cambiamento, per essere efficace e duraturo, deve necessariamente salvaguardare la tenuta economica delle imprese, i livelli occupazionali e il valore che la filiera genera sui singoli territori. "La transizione sarà efficace solo se sarà sostenibile per tutti: industria, concessionari, imprese, famiglie e territori. Non c'è sostenibilità ambientale senza sostenibilità economica della rete, e non c'è rinnovo reale del parco senza strumenti fiscali capaci di rimettere in moto domanda, investimenti e mercato dell'usato recente" – ha commentato Vanini - "Con un utile netto dopo le imposte dell'1,1%, i concessionari non hanno più margini per assorbire ulteriori costi e rischi. La rete non può investire come se avesse margini industriali che oggi, semplicemente, non esistono. La sostenibilità economica delle concessionarie è una condizione indispensabile per la sostenibilità dell'intero sistema automotive".
"Rispetto al noleggio – ha aggiunto Vanini –. chiediamo condizioni equilibrate per chi sostiene il costo del marchio, del territorio e della relazione con il cliente. Non può esistere una distribuzione con maggiori doveri e minori condizioni economiche".
Un altro passaggio centrale riguarda il rinnovo del parco circolante. La federazione propone una leva fiscale permanente per spingere le aziende verso l'acquisto di veicoli nuovi, sicuri e a basse emissioni. Un circuito virtuoso basato sul ricambio generazionale delle flotte aziendali. La proposta punta a trasformare le auto aziendali nel vero motore del rinnovamento del parco circolante. Attraverso agevolazioni fiscali mirate sui canali societari, le imprese verrebbero incentivate a immettere costantemente sul mercato veicoli nuovi di ultima generazione.
"La soluzione non risiede nelle campagne di rottamazione, temporanee e discontinue – ha precisato Vanini –. La nostra proposta è per una fiscalità che premi le aziende che investono nel nuovo e che alimenti il mercato dell'usato recente: è lì che si può incidere davvero sul rinnovo del parco, sulla sicurezza e sulla riduzione delle emissioni. La transizione sarà efficace solo se sarà sostenibile per tutti: industria, concessionari, imprese, famiglie e territori. Non c'è sostenibilità ambientale senza sostenibilità economica della rete, e non c'è rinnovo reale del parco senza strumenti fiscali capaci di rimettere in moto domanda, investimenti e mercato dell'usato recente".