Sì all'elettrico se ci sono le colonnineLa conferma di apertura arriva da un'indagine a Milano di DriveNow


L'apertura degli automobilisti milanesi (o che, in un dato periodo, si sono trovati a muoversi nel capoluogo lombardo) nei confronti di sistemi alternativi di alimentazione rispetto a quelli tradizionali sono stati i protagonisti di un'indagine firmata dalla società di car sharing DriveNow dal titolo 'E se ti dicessi elettrica?'.

Dai risultati raccolti ascoltando, nell'arco di due settimane, un campione composto da 880 utenti del servizio (di cui un terzo di età compresa tra 31-40 anni, mentre il restante 70 per cento risulta equamente suddiviso tra gli intervalli 21-30 anni e 41-60 anni) è emerso un quadro di forte propensione mentale verso l'utilizzo concreto di soluzioni zero emissioni.

L'80 per cento degli intervistati ha infatti risposto che, in caso di parcheggio alla stessa distanza, si orienterebbe su un veicolo elettrico piuttosto che su uno su diesel/benzina. Scelta confermata per un 60 per cento del campione anche nel caso in cui aumentasse la strada da percorrere per raggiungere il mezzo.

Un contributo molto importante ai fini della diffusione della mobilità completamente zero emissioni sembra arrivare proprio dal settore della mobilità condivisa in cui è attivo l'operatore tedesco. Un utente su due tra quelli sentiti per la survey di DriveNow ha infatti dichiarato di essersi già provato alla guida di un electric vehicle, la BMW i3 che la società ha inserito nelle sue flotte in tutta Europa. Per il 60 per cento del campione si è trattato anzi di un battesimo assoluto. Per uno su cinque, un'esperienza ripetuta almeno ogni mese, che diventa uno su quattro nel trimestre.

In cima alle ragioni in grado di spingere verso un'auto a batteria (precisamente per il 68 per cento degli intervistati) si trova la sua natura di mezzo 'a zero emissioni ed eco-friendly'. Seguono la spinta all'innovazione e a provarsi in una situazione differente (60 per cento), il fattore di divertimento al volante (40 per cento) e la silenziosità (38 per cento).

A frenare la conversione degli automobilisti all'elettrico è tuttavia, sempre e comunque, l'inadeguatezza della rete infrastrutturale, rilevata addirittura dal 95 per cento circa del campione coinvolto dall'indagine di DriveNow, che pure ha ammesso di non aver mai ricaricato una vettura zero emissioni.

Ciononostante il fatto di riuscire a trovare più frequentemente punti di approvvigionamento energetico, senza essere costretti a deviare troppo dal proprio percorso per farlo, costituisce un fattore discriminante nella scelta o meno di un veicolo elettrico, rispettivamente per il 50 per cento e per il 52 per cento degli intervistati. Senza contare l'insufficiente conoscenza dei meccanismi di ricarica confessata dal 47 per cento del campione ascoltato.

Dall'indagine di DriveNow si evince quindi che le auto ci sarebbero e così la volontà dei cittadini. Mancano tuttavia le colonnine. Di qui l'auspicio formulato da Andrea Leverano, Managing Director di DriveNow Italia, per l'installazione a breve a Milano - definita dallo stesso "città all’avanguardia in Europa sul tema della mobilità  sostenibile" - di circa 1000 punti di ricarica.

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