RCA obbligatoria per i monopattini

A ridosso del debutto ufficiale dell'obbligo assicurativo per i monopattini elettrici, fissato per il 17 luglio 2026, scatta un pesante stato di allerta tra gli operatori della mobilità sostenibile. Bit Mobility, azienda italiana che gestisce una flotta di circa 8500 mezzi distribuiti in quindici città, ha denunciato le enormi difficoltà sistemiche riscontrate nell'adeguarsi alla nuova normativa. Nonostante l'azienda condivida il principio di una maggiore tutela per la sicurezza stradale, a pochi giorni dalla scadenza i broker incaricati di sondare il mercato assicurativo hanno ricevuto risposte scritte soltanto da due compagnie su decine interpellate.
Lo scenario appare ancora più critico se si analizzano i costi proposti, che oscillano tra i cento e i 260 euro all'anno per ogni singolo veicolo, a fronte di una tariffa attuale che si attesta sui sedici euro.
La netta impennata dei premi assicurativi comporterebbe per la società un aggravio economico insostenibile, con una spesa complessiva destinata a schizzare da poco più di centomila euro fino a punte superiori ai due milioni di euro all'anno, arrivando a pesare per quasi un terzo sull'intero fatturato aziendale. I vertici della compagnia sottolineano l'irrazionalità di un simile rincaro, facendo notare che i mezzi, la tipologia di clientela e i tassi di incidentalità storici rimarranno identici anche dopo l'entrata in vigore del decreto.
Lo shock finanziario minaccia la sopravvivenza stessa delle medie imprese italiane del comparto, le quali non possono ammortizzare i costi su scala europea come fanno invece i grandi operatori internazionali, generando così una paradossale penalizzazione del mercato interno. Oltre al fattore economico, a preoccupare fortemente è la tempistica concessa per mettersi in regola. Molte compagnie assicurative hanno infatti annunciato che renderanno note le proprie tariffe definitive soltanto il 16 luglio, ovvero il giorno antecedente l'avvio formale dell'obbligo. Tale ritardo costringe i privati cittadini ad una scelta frettolosa e priva di trasparenza sulle clausole contrattuali, mentre per i gestori di grandi flotte si traduce nell'impossibilità oggettiva di analizzare, approvare e attivare migliaia di polizze in poche ore.
Nonostante l'industria assicurativa avesse già ottenuto una proroga di due mesi per risolvere i propri nodi tecnici, nessun margine temporale di manovra è stato concesso a chi quelle coperture è obbligato per legge ad acquistarle. Il panorama attuale ha spinto le associazioni di categoria a sollevare la questione direttamente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
L'orientamento emerso dai tavoli istituzionali suggerisce però di attendere l'avvio della norma per poi valutare eventuali esposti all'IVASS o al Garante dei Prezzi in caso di anomalie persistenti. Per Bit Mobility si tratta di una strategia tardiva e rischiosa, che espone utenti e imprese al rischio di trovarsi fuori legge. Per questa ragione, la società ha inviato una segnalazione d'urgenza alle autorità competenti e all'Antitrust per richiedere l'apertura immediata di un tavolo di confronto e la concessione di un periodo transitorio di almeno venti giorni. L'obiettivo non è aggirare l'obbligo della responsabilità civile, bensì garantire condizioni di mercato realmente trasparenti, eque e concorrenziali.