Pronto soccorsoIn caso di incidente




Hanno scarse nozioni di pronto soccorso, eppure in presenza di feriti sono loro, le donne, quelle pronte a ‘tenere

Prestare soccorso a un ferito in caso di incidente stradale, anche se non direttamente coinvolti, è un obbligo che molti però sembrano ignorare. Sarà perché ben il 57 per cento degli automobilisti italiani si sente assolutamente impreparato in materia.
Lo rivela un’indagine condotta da Direct Line, che fa luce anche su altri aspetti: il 18 per cento del campione, pur non sapendo come intervenire, ha dichiarato di essere pronto a sostenere il malcapitato fino all’arrivo dei soccorsi. Qualche dubbio su qual è il sesso che si mostra più solidale? No... Ovviamente le donne: il 24 per cento delle intervistate è pronto a tenere la mano al ferito, contro il 13 degli uomini. Insomma, anche in caso di incidente stradale c’è da augurarsi che a poca distanza ci sia una rappresentante del popolo rosa.

Questione di abitudine
Non è una questione di sindrome da Crocerossina (chi ne soffre si limita a voler ‘salvare’ l’uomo dei sogni, facendo di lui una persona diversa*), ma semplicemente di abitudine.

Tra le nostre quattro mura siamo noi a fare coraggio a chi viene colpito da raffreddori e tossi stagionali, a riportare in vita chi ha raggiunto una temperatura corporea superiore ai 37 gradi. Siamo noi a dover intervenire con chilometri di garza in caso di taglio da carta, e a dover correre al pronto soccorso in seguito a ferite provocate da armi da taglio (leggi anche coltello) per aver affidato al consorte l’affettamento del pane.
Secondo l’indagine di Direct Line, però, gli uomini sarebbero più preparati sugli aspetti del primo soccorso.
Ne siamo sicuri? Ne conosco parecchi che non saprebbero da che parte cominciare, ma come al solito avrà prevalso l’orgoglio maschile, spingendoli a dichiarare il falso.
In ogni caso, mi piace la proposta di inserire un addestramento sul pronto soccorso al conseguimento della patente di guida, sulla falsariga di ciò che è stato fatto in Francia. Magari domani potremo contare su uomini in grado di intervenire quando chi sta male (questa volta davvero) siamo noi.

*Attenzione: spesso il malato non ha alcuna voglia di guarire. In altre parole, se è arrivato scapolo a 45 anni ed è affascinante, ricco, simpatico, gli va bene così.