Presentato Osservatorio Componentistica Automotive 2025
Il 17 marzo 2026, presso la sede di Confindustria Brescia, è stato presentato l'Osservatorio sulla Componentistica Automotive 2025, curato da ANFIA e dalla Camera di Commercio di Torino. L’evento ha messo in luce un comparto solido ma sotto pressione, stretto tra la necessità di innovare e un quadro normativo europeo che genera incertezza.
Dopo un periodo di espansione, i dati del 2024 mostrano i primi segnali di rallentamento. A livello nazionale, le oltre 2.100 imprese del settore hanno generato un fatturato di 55,5 miliardi di euro, registrando una flessione del 6%. Anche l’occupazione ha subito una lieve contrazione, assestandosi su circa 168.000 addetti.
La Lombardia si conferma il secondo polo produttivo italiano dopo il Piemonte, ospitando il 27% delle aziende nazionali (576 realtà). Nel distretto lombardo, il fatturato stimato è di 18,3 miliardi di euro. Nonostante il calo generale, alcuni comparti specifici mostrano una vitalità sorprendente: Engineering & Design: +8,1%; Motorsport: +4%; Aftermarket: +1,2%.
Al contrario, i fornitori di moduli e i subfornitori di lavorazioni hanno accusato le perdite più pesanti, con punte del -14,6%.
Nonostante le difficoltà, le imprese non rinunciano a investire. Il 67% delle aziende lombarde continua a puntare su Ricerca e Sviluppo. Nel triennio 2022-2024, oltre il 70% ha introdotto innovazioni nei processi produttivi, segno di una filiera che tenta di rispondere alla competizione globale (specialmente asiatica) attraverso l'efficienza tecnologica.
Il dibattito ha evidenziato forti preoccupazioni riguardo alle politiche europee. Paolo Streparava (Confindustria Brescia) ha sottolineato come la mancanza di certezze normative stia frenando i nuovi progetti dei costruttori, rischiando di far perdere competitività all'intero sistema. Il costo dell'energia, la burocrazia e l'impossibilità di riconvertire facilmente molte realtà produttive rendono il quadro ancora più complesso.
Dall'altra parte, Roberto Saccone (Camera di Commercio di Brescia) e Marco Stella (ANFIA) hanno richiamato la necessità di una politica industriale comune. In particolare, è stato citato l’Industrial Accelerator Act come un primo passo fondamentale per valorizzare il "made in Europe" e proteggere la manifattura locale attraverso criteri di contenuto territoriale negli appalti e negli incentivi.
La discussione si è concentrata quindi sulla necessità di preservare la competitività dell’industria automotive europea in un contesto internazionale sempre più complesso e caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche e normative. Tra i temi centrali è emersa l’importanza di rafforzare il valore del Made in Europe e di rivedere il quadro regolatorio comunitario, in particolare per quanto riguarda strumenti normativi come il CBAM e il sistema ETS, affinché possano sostenere la transizione senza penalizzare la capacità competitiva delle imprese europee.
Parallelamente, è stato sottolineato come molte aziende della filiera stiano già reagendo alle sfide in atto attraverso strategie di adattamento e rilancio, investendo nella diversificazione produttiva verso nuovi settori e mercati, anche tramite operazioni di acquisizione, e sviluppando competenze e progetti legati all’elettrificazione e alle nuove tecnologie della mobilità. In questo scenario, la capacità di innovare e di ampliare il proprio posizionamento industriale è certamente uno degli elementi chiave per garantire la tenuta e lo sviluppo della filiera nel medio-lungo periodo.
