La grande 'ondata' delle auto connesseL'Osservatorio Autopromotec stima ricavi triplicati nel 2025

Un mercato triplicato nei ricavi in soli sei anni. Secondo la previsione formulata dall'Osservatorio Autopromotec, che si è basato su uno studio di Orbis Research, le performance commerciali globali delle auto connesse dovrebbero passare dai 90,8 miliardi di euro stimati per l'anno in corso ai 274,7 miliardi di euro indicati per il 2025.

(descrizione)Un incremento notevole del 202 per cento, pari a 183,9 miliardi di euro, trainato dall'operato delle Case costruttrici, che sempre più dirotteranno gli investimenti sull'offerta di servizi telematici on board, dei fornitori di soluzioni tecnologiche 'in-house' e non, nonché di tutti quanti saranno pronti a raccogliere la sfida e a convertirsi in mobility service providers (nel settore del noleggio ci sono già i primi esempi importanti).

A dare un'accelerata vigorosa provvederà il definitivo avvento dell'ultimissima e più avanzata tecnologia per la trasmissione dei dati: il 5G. Le sue caratteristiche consentono di portare a termine l'operazione in un tempo ridotto, vedendo scendere anche l'intervallo necessario tra l'invio del segnale e la sua ricezione. Egualmente importante, la tecnologia 5G permette la gestione contemporanea di più dispositivi.

Quanto indicato poco sopra si tradurrà, nel campo della mobilità, nella possibilità di mantenere in comunicazione tra di loro veicoli, infrastrutture e reti, condensando su un unico supporto virtuale informazioni utili per un sistema di circolazione sicuro ed 'efficiente' (evidenziando, ad esempio, percorsi che presentino criticità appurate).

La crescente connettività ascritta al parco circolante italiano e non comporterà la necessità, per il settore dell'aftermarket e per le officine di riparazione, di ripensare la propria attività in chiave 'smart'. Dagli interventi in remoto, che rappresentano già oggi tutt'altro che una chimera, alla manutenzione predittiva agganciata ai dati raccolti dalle centraline di bordo del veicolo. Serviranno tuttavia un livello sempre più alto di specializzazione e continui corsi di formazione qualificanti.

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