Mobilità, la sostenibilità non è per tutti

L'Osservatorio Audimob di Isfort 2026

Gli italiani viaggiano sempre di più, ma la svolta ecologica della mobilità è ancora un traguardo lontano. Questo è il quadro dettagliato scattato dalle anticipazioni del report Isfort "Tendenze e prospettive della mobilità degli italiani", presentato durante la giornata inaugurale di ECO, Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti.
Lo studio di Isfort evidenzia come nel 2025 il numero di spostamenti giornalieri sia cresciuto rispetto agli ultimi anni (101 vs gli 89 del 2021) ma non i km percorsi, con l'automobile che ha continuato a rappresentarne oltre il 60%, mentre il trasporto pubblico si è fermato sotto il 10%. In controtendenza si registra invece un crescente ricorso alle due ruote, sia a motore sia legate alla mobilità ciclistica.
L'Indice di Mobilità Sostenibile calcolato da Isfort si è attestato al 34%, un valore speculare a quello registrato all'inizio del millennio. In un quarto di secolo la sostenibilità globale non ha fatto progressi decisivi, ma il territorio mostra forti disparità. Nelle grandi metropoli con oltre 250mila abitanti il trasporto pubblico copre il 18,4% degli spostamenti, mentre nei piccoli Comuni sotto i 50mila abitanti la quota crolla drasticamente e l'auto privata arriva a sfiorare il 75%.
Lo studio ha rivelato anche che le donne e i giovani sono i veri motori della transizione ecologica. I ragazzi guidano il cambiamento con una quota di utilizzo dei mezzi pubblici pari al 15,4%, a fronte del modesto 5,2% delle fasce d'età più mature. Le donne scelgono la sostenibilità prediligendo gli spostamenti a piedi, i servizi collettivi e il car sharing, nonostante il loro carico di mobilità legato alla gestione familiare sia nettamente superiore a quello degli uomini.
Il dato più sorprendente riguarda però le distanze: l'80% degli spostamenti non supera i 10 chilometri e l'85% dura meno di mezz'ora. Nonostante si tratti di micro-mobilità locale, l'auto viene usata persino per tragitti di prossimità, coprendo ben il 27,3% dei percorsi inferiori ai 2 chilometri. Gli italiani sono quindi sempre più propensi al cambiamento, ma mancano le condizioni strutturali per realizzarla.
Più del 23% degli intervistati dichiara di voler ridurre l'uso dell'auto, mentre oltre il 36% desidera utilizzare di più il trasporto pubblico e il 38% vorrebbe pedalare maggiormente in bicicletta. Carlo Carminucci, Direttore della Ricerca di Isfort, ha sottolineato:"La propensione al cambio modale ci dice che una parte degli italiani sarebbe disponibile a modificare le proprie abitudini di mobilità. Il desiderio di cambiare non si traduce automaticamente in un cambiamento dei comportamenti. Occorre creare le condizioni perché la disponibilità espressa dai cittadini possa trasformarsi in scelte concrete".
Maria Annunziata Giaconia, Direttore Operations di Regionale (brand di Trenitalia - Gruppo FS), ha illustrato il piano di transizione basato su sistemi di bigliettazione rapida e sul rinnovo della flotta, confermando che sono già stati consegnati circa 1.009 treni di nuova generazione, destinati a diventare 1.081 entro il prossimo anno grazie a un investimento di 7 miliardi di euro.