Mercato auto usate 2026, continua il trend ribasso
Il mercato europeo delle auto usate ha inaugurato il 2026 con una moderata diminuzione dei prezzi. Dall'ultimo AUTO1 Group Price Index a gennaio è emerso che l'indice ha registrato un calo dell’1,2% su base mensile, facendo segnare 136,6 punti rispetto ai 138,2 di dicembre.
In calo i prezzi delle BEV, aumentano quelli delle ibride, invariati quelli dei veicoli a combustione interna. A gennaio 2026, l'indice per questa categoria è sceso sotto i 100 punti, attestandosi a un valore di 98. Risultato: oggi un'auto elettrica usata costa meno rispetto al periodo pre-pandemico (gennaio 2019), con un calo del 4,4% su base annua.
Benzina: dopo le oscillazioni dello scorso anno, ad inizio 2026 i veicoli a benzina fanno registrare un valore dell'indice pari a 112,5, in calo dello 0,8% su base mensile ma pressoché invariato su base annua (+0,2%).
Diesel: i prezzi delle auto diesel sono rimasti sostanzialmente stabili ad inizio 2026, con un valore dell'indice pari a 110,8, in calo dello 0,3% sia su base mensile che su base annua. Il diesel si conferma l’alimentazione più stabile in termini di prezzi.
Ibride: i veicoli ibridi registrano l’aumento dei prezzi più marcato tra tutte le alimentazioni ad inizio 2026, con un incremento dello 0,6% su base mensile e del 2,2% su base annua, raggiungendo un valore dell'indice pari a 110,8.
Elettriche (BEV): le auto elettriche a batteria (BEV) sono scese a un valore dell'indice pari a 98, tornando così sotto i livelli registrati nel periodo pre-pandemia (gennaio 2019). I prezzi delle BEV mostrano il calo più marcato: -4% rispetto al mese precedente e -4,4% su base annua.
In linea con l’andamento dell'AUTO1 Group Price Index, l'ultima indagine condotta da AUTO1.com evidenzia la tendenza al ribasso dei prezzi delle auto usate iniziata a metà 2025, e destinata a proseguire nel 2026.
Quasi la metà dei rivenditori europei (48,6%) prevede un'ulteriore contrazione dei listini, un sentimento particolarmente radicato tra i dealer in Polonia (67,9%), Italia (53,5%) e Svezia (53,3%). Soltanto una minoranza del 20,4% ipotizza invece una risalita dei prezzi, mentre il 31,0% degli intervistati punta sulla stabilità. Questo scenario trova conferma nei dati reali del settore pubblicati da AUTO1 Group, che mostrano l'indice scendere dai 142,0 punti di gennaio 2024 fino ai 136,6 punti registrati a gennaio 2026.

"Dalla metà del 2025 osserviamo un calo costante dei prezzi delle auto usate, una tendenza che prosegue anche all’inizio di quest’anno. Questo andamento è in linea con il sentiment di breve periodo del mercato, molti dealer prevedono infatti ulteriori cali nel corso dell’anno. Prezzi più bassi favoriscono gli acquirenti e rendono il mercato più accessibile, contribuendo a stimolare le transazioni.”, ha spiegato Moritz Lück, SVP Sales & Operations di AUTO1 Group. “Questa tendenza trova riscontro anche nelle previsioni di Moody’s Analytics che indicano una crescita contenuta dei prezzi delle auto usate. Guardando più avanti, tuttavia, lo scenario di base di Moody’s Analytics prevede che i prezzi delle auto usate aumenteranno del 21% entro il 2036 e quasi raddoppieranno entro il 2056 [2], trainati dall'aumento costante dei costi delle materie prime e dei prezzi dei veicoli nuovi, nonché dalla stabilità del mercato del lavoro.”
In base alla survey di AUTO1.com, la dinamica dei prezzi è influenzata innanzitutto dalla domanda dei consumatori (29%) e dall'evoluzione delle loro preferenze sui modelli (14,2%). Sebbene la scarsa disponibilità di stock sia citata solo dal 13,7% dei dealer come fattore di rialzo, emerge con forza l'impatto dei brand cinesi: il 25% degli intervistati vede nella loro concorrenza sul nuovo un motore per il ribasso dell'usato, opinione condivisa specialmente in Italia, Polonia e Spagna. Tra chi teme questa pressione competitiva, ben il 91% prevede cali dei listini.
Meno determinante appare il peso delle normative UE, citate dal 13% dei professionisti, mentre una piccola quota dell'11% ipotizza che l'alto costo del nuovo possa, per riflesso, sostenere i valori dell'usato.
Secondo i dealer, l’andamento attuale dei prezzi dipende principalmente dalla domanda dei consumatori (per il 29% degli intervistati), seguita dai cambiamenti delle preferenze verso alcune tipologie di veicoli (14,2%). La scarsa disponibilità di veicoli, che contribuisce a mantenere i prezzi più elevati, viene citata in misura minore (dal 13,7%). Il 31,5% dei dealer indica altri fattori, tra cui la crescente concorrenza nel mercato del nuovo tra i brand cinesi (25%), soprattutto in Polonia, Spagna e Italia. Tra chi considera la concorrenza cinese un elemento determinante, il 91% prevede ulteriori cali dei prezzi. Solo il 13% fa riferimento alle nuove normative UE su emissioni o fiscalità ma oltre la metà di questi (54%) ritiene che possano tradursi in una riduzione dei prezzi. In lieve controtendenza, l’11% dei dealer ritiene che i prezzi elevati delle auto nuove possano contribuire a mantenere più alti anche i prezzi dell’usato.
