Mercato auto italiano: immatricolazioni +7,6% a maggio
Il mercato auto italiano archivia il mese di maggio all'insegna dello sviluppo. Le nuove immatricolazioni si attestano a 150.096 veicoli, registrando una crescita del 7,6% in confronto alle 139.445 unità dello stesso mese del 2025.
Sebbene questo dato evidenzi una leggera decelerazione se paragonato ai ritmi di crescita più sostenuti di aprile e del primo quadrimestre del 2026, il bilancio complessivo dei primi cinque mesi dell'anno si conferma solido. Nel periodo compreso tra gennaio e maggio, infatti, i volumi totali raggiungono quota 790.301 immatricolazioni, segnando una progressione del 9,4% rispetto alle 722.508 vetture dello stesso intervallo del 2025.
"Il mercato delle autovetture conferma un trend espansivo nei volumi mensili, ma l’andamento complessivo resta facilmente influenzabile dall’incertezza del contesto, locale e globale, nel quale ci troviamo”, ha dichiarato Roberto Pietrantonio, Presidente di UNRAE. “Siamo di fronte a una fase di recupero che, per consolidarsi davvero, necessita di essere supportata da politiche industriali di ampio respiro e da un quadro normativo certo, capace di restituire piena fiducia a famiglie e imprese nelle loro intenzioni di acquisto o investimento."
Il segmento delle auto alla spina (ECV) mostra una decisa accelerazione. Le vetture a batteria al 100% (BEV) conquistano l'8,8% del mercato mensile grazie a 13.305 nuove registrazioni, un risultato superiore sia all'8,5% del mese precedente sia al 5,1% registrato a maggio 2025. La spinta è in gran parte legata agli effetti residui degli ecobonus, che si sono concentrati in modo massiccio su un singolo marchio e veicolo, capace da solo di coprire il 34,4% delle vendite totali della categoria. Ottime performance anche per le motorizzazioni ibride plug-in (PHEV), che continuano a correre grazie a listini commerciali sempre più ricchi e alle agevolazioni fiscali previste per le auto aziendali concesse come fringe benefit. La loro quota di mercato sale al 10,2%, compiendo un balzo in avanti rispetto al 6,4% di un anno fa e superando il 9,1% del mese di aprile.
Sul fronte istituzionale, il Ministro Urso ha confermato il via libera alle risorse stanziate dal DPCM Automotive. Il decreto ha concluso l'iter di confronto tra i ministeri e si trova ora alla Corte dei Conti per le ultime verifiche, prima di essere illustrato ufficialmente durante il Tavolo Automotive del prossimo 14 luglio, incontro a cui prenderà parte anche l'UNRAE.
“Rispetto ai titoli che in questi giorni hanno accompagnato la conferma dello sblocco dei fondi, UNRAE ritiene doveroso fare chiarezza per evitare interpretazioni fuorvianti: il provvedimento non prevede alcuna forma di ecobonus destinata all’acquisto di autovetture da parte di clienti privati”, ha sottolineato il Presidente Pietrantonio: “Registriamo inoltre la riduzione della dotazione del Fondo automotive, passata dai circa 1,6 miliardi inziali a 1,343 miliardi di euro, a causa del dirottamento di circa 251 milioni verso interventi temporanei contro il caro carburanti, con un ripristino delle risorse atteso solo per il mese di luglio”.
Per il Presidente UNRAE, questa parziale deviazione dei fondi “evidenzia nuovamente l'urgenza di affrontare il tema delle accise sui carburanti con una visione di sistema, superando la logica delle misure tampone e, soprattutto, con riforme strutturali dettate dalla consapevolezza che il vero dossier da gestire è quello sulla politica energetica nazionale, al momento trattato in modo parziale e insufficiente attraverso le sole accise sui carburanti fossili”.
Sul fronte fiscale, l'UNRAE fa notare come i carichi sui carburanti in Italia restino vicini al doppio rispetto alle soglie minime europee, nonostante i recenti sconti temporanei di dieci centesimi al litro per il gasolio e cinque per la benzina, e tenendo conto dei rincari della scorsa Legge di Bilancio. L'Associazione sollecita una riforma per i parchi auto aziendali che intervenga sulle percentuali di deducibilità per le auto a ridotto o nullo impatto ambientale, sulle quote di detrazione IVA e sui tempi di ammortamento, in modo da allineare l'Italia agli altri grandi Paesi europei e favorire la transizione ecologica delle flotte. Sotto il profilo dei canali di acquisto, i privati registrano un incremento rilevante guadagnando tre punti e mezzo e attestandosi al cinquantatré per cento del mercato mensile, mentre il dato da inizio anno si attesta a poco più della metà delle preferenze totali. Le autoimmatricolazioni arretrano leggermente a maggio scendendo al dieci per cento, ma mostrano un lieve recupero nel bilancio complessivo dei primi cinque mesi. Il noleggio a lungo termine flette invece al 21% a causa del forte calo delle società finanziarie dei costruttori, parzialmente bilanciato dalle performance delle compagnie indipendenti. Al contrario, il noleggio a breve termine prosegue il trend di crescita salendo a quasi il 10% a maggio e superando l'11% nei cinque mesi, mentre le società registrano una contrazione fermandosi a circa il 5% di quota sia nel mese che nel cumulato. Il panorama delle motorizzazioni vede un progressivo spostamento verso l'elettrificazione. Le ibride non ricaricabili consolidano il primato con oltre il 47% delle preferenze a maggio e la metà esatta da inizio anno, divise tra le versioni "mild" al trentuno per cento e le "full" al sedici per cento. Le vetture elettriche pure e le plug-in confermano la crescita raggiungendo rispettivamente l'8 e 10% di quota mensile. Di contro, i motori tradizionali perdono terreno, con la benzina che scende al venti per cento delle immatricolazioni complessive, il Gpl che arretra a meno del sette per cento a maggio e il diesel che subisce una contrazione retrocedendo sotto la soglia del sette per cento sia nel mese che nel bilancio complessivo.
