Mercato auto europeo ancora in crescita (+3,6%)
Il mercato automobilistico europeo conferma la sua scia positiva anche a maggio 2026, registrando un incremento del 3,6% con oltre 1,15 milioni di nuove immatricolazioni. Una crescitache consolida la tendenza favorevole dell'intero anno, portando il bilancio dei primi cinque mesi a superare quota 5,8 milioni di unità, in aumento del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nonostante questo recupero, il settore sconta ancora un deficit strutturale rispetto al periodo precedente alla crisi, con un divario del 16% se confrontato con i primi cinque mesi del 2019.
Tra i principali mercati del continente, il mese di maggio evidenzia una situazione complessivamente solida. L'Italia si posiziona in cima alla crescita mensile con un incremento del 7,6%, seguita da vicino dal Regno Unito al 7,1% e dalla Francia al 3,7%, mentre la Germania si attesta su una sostanziale stabilità e la Spagna segna un lieve arretramento dello 0,3%. Nel computo totale dell'anno, l'Italia difende la terza posizione assoluta per volumi, mostrando un dinamismo del 9,4% che supera i progressi di Regno Unito, Spagna e Germania, a fronte di una leggera flessione del mercato francese. La situazione si complica per l'Italia nel comparto delle auto ricaricabili, dove il Paese rimane nettamente indietro rispetto ai partner europei. A maggio, la quota complessiva di vetture alla spina si è fermata al 18,9%, ripartita tra un 8,8% di modelli puramente elettrici e un 10,1% di versioni ibride plug-in. Questo risultato posiziona la penisola all'ultimo posto tra i grandi mercati del continente, staccata sensibilmente dalla media europea del 34% e da nazioni come il Regno Unito, che guida la classifica con il 41,1%, seguito da Germania e Francia, entrambe sopra la soglia del 35%. Escludendo i dati italiani dal computo globale, la penetrazione delle vetture a zero emissioni nel resto d'Europa risulterebbe ancora più marcata. Questa forbice non accenna a ridursi nemmeno analizzando l'intero periodo da inizio anno, dove l'Italia mantiene il ruolo di fanalino di coda europeo con una penetrazione complessiva ferma al 16,7%. Sul fronte delle politiche economiche, una potenziale svolta potrebbe arrivare dalle ultime decisioni della Commissione Europea relative al Pacchetto di primavera.
Le nuove linee guida aprono infatti alla possibilità di destinare una quota dello 0,3% annuo del PIL a interventi di sostegno energetico per il triennio 2026-2028, all'interno dei margini previsti per le spese di difesa. Per l'Italia questa flessibilità si tradurrebbe in risorse per circa 14 miliardi di euro complessivi. Il Direttore Generale dell'UNRAE, Andrea Cardinali, ha sottolineato come questo spazio di manovra costituisca un'opportunità imperdibile per finanziare incentivi fiscali legati alla transizione energetica delle auto aziendali, un piano strategico che l'associazione ha già strutturato e sottoposto ai tavoli di confronto governativi. Parallelamente, lo scenario normativo europeo resta al centro di un acceso confronto politico. La bozza di compromesso in discussione al Consiglio dell'UE sul Regolamento per i veicoli aziendali puliti ricalca l'impostazione severa della Commissione, imponendo target molto rigidi che non considerano le reali differenze di mercato tra i vari Stati. L'impostazione rischia di danneggiare fortemente l'Italia, equiparata a nazioni come la Francia pur avendo una diffusione di auto elettriche tre volte inferiore. La disparità ha creato spaccature tra i Paesi membri, definendo alleanze critiche tra Italia e Germania, favorevoli a una maggiore elasticità delle regole, contrapposte al pieno sostegno della proposta da parte di Francia e Spagna. Tensioni analoghe e divisioni ideologiche si registrano infine al Parlamento europeo, dove i vari gruppi politici stanno discutendo la proposta di revisione dei parametri di emissione di anidride carbonica per le vetture leggere.
"L’UNRAE valuta in modo critico il fatto che si continui a ragionare esclusivamente in termini di obblighi e prescrizioni, focalizzandosi alternativamente solo sul fronte dell’offerta oppure su quello della domanda”, ha commentato Cardinali. “Il contesto è più articolato e l’attenzione va posta maggiormente sui fattori abilitanti - fiscalità, agevolazioni strutturali, infrastrutture di ricarica e costo dell’energia - oltre a considerare i consumatori stessi più al centro di queste discussioni rispetto a quanto avvenuto finora”.
Infine, dopo un iter legislativo di quasi tre anni, lo scorso 18 giugno la Plenaria del Parlamento europeo ha approvato la proposta di regolamento sulla gestione dei veicoli fuori uso, confermando l'accordo provvisorio raggiunto lo scorso dicembre che introduce il principio di responsabilità estesa del Produttore e stringenti obiettivi sul contenuto riciclato obbligatorio.
"In attesa della formale ratifica dal Consiglio dell’UE, dobbiamo ricordare che in questo ambito, come UNRAE, da oltre 20 anni siamo già al fianco dei Costruttori impegnati a sostenere misure in linea con le best practices dell’economia circolare e che, ora ancor di più, continueremo a fornire alle Associate il supporto operativo necessario a rispettare gli adempimenti più stringenti previsti dal nuovo quadro normativo”, ha concluso il Direttore Generale.
A maggio 2026, i principali mercati automobilistici europei mostrano un andamento complessivamente solido, sebbene i volumi complessivi rimangano ancora inferiori rispetto ai livelli del 2019. La Francia cresce del 3,7% nel mese, stabilizzando il dato da inizio anno, grazie soprattutto al boom delle vetture totalmente elettriche (BEV) che volano al 29,1% di quota. In Germania le immatricolazioni rimangono stabili rispetto all'anno precedente (+0,1%), ma il bilancio dei primi cinque mesi resta positivo (+3,6%), supportato da una buona progressione delle auto ricaricabili e dagli acquisti dei clienti privati.
Il Regno Unito mette a segno la miglior performance dal 2019 con un incremento del 7,1%, spinto dai clienti privati e da un'altissima penetrazione di veicoli alla spina, che conquistano il 41,1% del mercato mensile. Al contrario, la Spagna registra una lieve battuta d'arresto dello 0,8%, pur mantenendo una crescita del 5,8% nel dato cumulativo; il mercato iberico si distingue per l'ottima performance delle auto ibride non ricaricabili (HEV), che sfiorano il 48% di quota, e per una progressiva riduzione delle emissioni medie di anidride carbonica.
