Mercato auto: agosto a +3,2% ma il rallentamento continua
Il mercato automobilistico in Italia chiude agosto 2026 con un segno positivo del 3,2%, registrando 69.411 nuove immatricolazioni rispetto alle 67.290 dello stesso mese del 2025. Guardando ai primi otto mesi dell'anno, il bilancio complessivo mostra una crescita dell'8,5% con un totale di 1.129.596 vetture, un volume che tuttavia accusa ancora un ritardo del 14,8% rispetto ai livelli pre-pandemici del 2019. L'analisi di questo periodo evidenzia una netta inversione di tendenza tra i primi sei mesi, caratterizzati da una forte spinta commerciale culminata nel +10,6% di giugno, e il successivo rallentamento estivo osservato a luglio e agosto. Sul fronte delle alimentazioni alternative, le vetture elettriche a batteria (BEV) si assestano su una quota complessiva del 6,4%. Anche se il dato mostra un lieve incremento rispetto ai mesi scorsi, emerge chiaramente come l'effetto propulsivo degli incentivi statali sia ormai terminato. Al contrario, le auto ibride plug-in (PHEV) continuano a registrare una crescita molto solida, raggiungendo una quota del 12,0% ad agosto. A sostenere le vendite di questa tipologia di veicoli è soprattutto il settore del noleggio a lungo termine, che da solo copre il 45% delle immatricolazioni totali delle plug-in. Per quanto riguarda lo scenario normativo, l'attenzione si sposta sulle recenti linee guida della Commissione Europea relative all'impiego dei fondi della clausola di salvaguardia per la sicurezza energetica. L'associazione di categoria UNRAE ha espresso un giudizio favorevole sull'inserimento di sussidi destinati alla creazione di infrastrutture di ricarica sia pubbliche che private. L'ente rileva tuttavia con rammarico la mancanza di agevolazioni fiscali specifiche e dirette volte a incentivare la sostituzione dei veicoli più vecchi e a supportare la transizione ecologica della flotta circolante.
"In particolare - ha riferito Roberto Pietrantonio, Presidente di UNRAE - resta prioritaria e urgente una riforma strutturale della fiscalità delle auto aziendali, oggi fortemente penalizzante rispetto ai principali mercati europei. Auspichiamo che, anche alla luce delle aperture provenienti da Bruxelles, si intervenga al più presto sulla deducibilità dei costi di acquisto, di leasing e di noleggio, e sui relativi limiti fiscalmente riconosciuti”. "Sostenere il rinnovo delle flotte aziendali ha una valenza ancora maggiore se consideriamo come esso, in prospettiva, possa alimentare il mercato dell’usato con veicoli più moderni, sicuri e accessibili per le famiglie, oltre che, al contempo, generare benefici anche per l’Erario.”
Per quanto riguarda le normative nazionali, UNRAE partecipa attivamente alla consultazione avviata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) per la revisione organica del Codice della Strada, che rappresenta un’occasione fondamentale per semplificare il quadro normativo e adeguarlo alle evoluzioni della tecnologia e della mobilità.
"Come abbiamo già avuto modo di rimarcare in occasione del confronto con la Conferenza delle Regioni, l’elevata concentrazione nel nostro Paese delle limitazioni alla circolazione e la forte frammentazione delle discipline locali, evidenziano la necessità sempre più urgente di un maggiore coordinamento nazionale”, ha proseguito il Presidente UNRAE. “Emblematica, in questo senso, la recente scelta di Roma Capitale di introdurre per i veicoli elettrici una tariffa annua di 1.000 euro per l’accesso alle ZTL, superando il precedente regime di gratuità: una misura che rischia di tradursi in un ulteriore disincentivo alla transizione energetica. Auspichiamo, pertanto, l’istituzione di una Cabina di regia nazionale che assicuri uniformità, certezza normativa, equità ed efficacia alle politiche di mobilità sostenibile”, conclude Pietrantonio, “mettendo a disposizione delle Istituzioni le proprie competenze e il proprio patrimonio di dati e analisi quale supporto tecnico alla definizione delle misure”.
Secondo l'analisi di Massimo Artusi, presidente di Federauto, l'attuale stabilità del mercato è parziale e drogata da una distribuzione anomala delle immatricolazioni, dato che oltre la metà dei volumi mensili è stata concentrata in soli tre giorni lavorativi. Tale tendenza evidenzia una forte pressione sulle reti di vendita, costrette ad assorbire una quota crescente di stock per soddisfare gli obiettivi dei costruttori. Le auto-immatricolazioni complessive dei concessionari e l'uso noleggio hanno infatti superato per la prima volta la soglia critica del 10% sul totale cumulato dall'inizio dell'anno. Per questa ragione, la federazione dei distributori invoca una programmazione più lineare e interventi strutturali sulla domanda reale, chiedendo in particolare una revisione della fiscalità sulle vetture aziendali e la tutela della neutralità tecnologica nelle normative europee, per evitare che la compressione dei margini metta a rischio la sostenibilità delle imprese. Sul fronte delle motorizzazioni, si assiste a una progressiva erosione della quota delle ibride classiche mild e full, che per il quinto mese consecutivo rimangono sotto la soglia della metà del mercato mensile. Di contro, le vetture plug-in registrano il loro massimo storico annuale superando l'11% di quota e confermando un trend di forte crescita nei volumi. Le vetture totalmente elettriche vivono invece una fase di contenimento legata all'esaurimento delle consegne assistite dagli incentivi statali, assestandosi a poco più del sei per cento delle preferenze mensili. Questo andamento a due velocità della transizione penalizza i motori termici tradizionali, con la benzina e il diesel che subiscono pesanti contrazioni a doppia cifra nei volumi, mentre il GPL torna in territorio negativo dopo la breve ripresa di luglio. Per quanto riguarda i canali di vendita, i clienti privati si confermano la colonna portante del mercato italiano, coprendo oltre la metà delle immatricolazioni totali e mantenendo una crescita costante sia su base mensile che nel cumulato annuo. Il comparto del noleggio mostra un netto recupero, spinto dall'ottima performance del lungo termine e da una forte impennata dei contratti a breve termine. Al contrario, il canale delle società continua a contrarsi per il terzo mese consecutivo, risentendo del calo delle auto-immatricolazioni dei dealer, un fattore che accentua la richiesta degli operatori per un quadro normativo ed economico più stabile e meno orientato a forzature commerciali di fine mese.
