Industria automotive, ad agosto si ferma al +1,2%

Il comparto automobilistico nel nostro Paese mostra segnali di ripresa. In base ai rilievi formulati dall’ISTAT relativi ad agosto 2026, l’andamento complessivo dell'industria automotive italiana evidenzia un incremento dell’1,2% se confrontato con lo stesso mese dell'anno precedente, portando la crescita complessiva dei primi otto mesi al più 11,1%.
La costruzione di autoveicoli veri e propri vive una forte spinta, con un balzo del 62,5% nel singolo mese di agosto e un progresso del 22,4% nel bilancio da inizio anno. Al contrario, la realizzazione di carrozzerie, rimorchi e semirimorchi fa registrare un segno meno, arretrando del 17,9% ad agosto e chiudendo il periodo gennaio-agosto in flessione del 6,4%. Anche la produzione di componenti e accessori per i motori e le vetture subisce una contrazione mensile del 20,9%, sebbene il bilancio degli otto mesi contenga le perdite a un più modesto meno 1,3%.

Secondo i dati preliminari di ANFIA, la produzione domestica delle sole autovetture ha toccato quota 7.000 unità, con una stabilità quasi assoluta rispetto al 2025 pari a un lieve più 0,1%. Il dato cumulativo del periodo gennaio-agosto mette però in luce una dinamica molto più vivace, con 194.987 vetture prodotte, volume che supera del 23,3% i livelli dell'anno passato. Questa performance del mondo dei motori si inserisce in un quadro industriale nazionale che ad agosto è rimasto sostanzialmente fermo, facendo registrare una variazione dello 0,0%, mentre l'indice generale della produzione della nostra industria nell'arco dei primi otto mesi dell'anno si è attestato su un debole incremento dello 0,4%.

Per quanto riguarda i il fatturato dell'industria (escluso il comparto Costruzioni) il mese di luglio 2026 si è chiuso con una progressione del 4,8%, trainata soprattutto dalle vendite oltreconfine che sono cresciute del 6,6% a fronte del più 3,8% del mercato nazionale. Il risultato consolida i primi sette mesi dell'anno a un più 3,4% complessivo. Concentrandosi sul solo fatturato della filiera automotive, a luglio si è assistito a un forte rimbalzo del 12,2%, spinto con decisione dalla domanda interna salita del 21,1% e assecondato da un più 5,6% delle esportazioni. Nei primi sette mesi dell'anno il fatturato del settore cresce così del 5,8%. All'interno di questo quadro, i ricavi della componentistica segnano un progresso dell'1,9% a luglio e del 2,5% nel bilancio progressivo da gennaio a luglio.
A gennaio-giugno 2026 (ultimo dato disponibile), l’export di autoveicoli (autovetture e veicoli industriali nuovi) dall’Italia vale 9,18 miliardi di euro, mentre l’import vale 20,71 miliardi di euro. La Germania rappresenta, in valore, il primo Paese di destinazione dell’export di autoveicoli dall’Italia, con una quota del 16,7%, seguita da Stati Uniti (14,9%) e Francia (12,5%).
Nello stesso periodo, l’export della componentistica automotive vale 13,08 miliardi di euro, con un saldo positivo di 3,21 miliardi.

Gianmarco Giorda, Direttore Generale di ANFIA ha commentato: "Ad agosto, l’indice della produzione automotive italiana registra nuovamente una crescita contenuta (+1,2%).
L’indice della fabbricazione di autoveicoli si mantiene in forte aumento (+62,5%) – anche se, secondo i dati preliminari di ANFIA, la produzione di autovetture nel mese riporta un minimo rialzo (+0,1%). Risulta invece in peggioramento l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori, che chiude il mese a -20,9%, riflettendo ancora le difficoltà della filiera produttiva europea e tedesca in particolare, essendo la Germania il primo mercato di destinazione della nostra componentistica. In questo quadro, è fondamentale rafforzare le condizioni per sostenere gli investimenti, l’innovazione e la competitività delle imprese, dando piena attuazione agli strumenti previsti dal DPCM Automotive, a partire dai Mini contratti di sviluppo e dagli Accordi per l’innovazione finalizzati a sostenere nuovi progetti di ricerca e sviluppo. Parallelamente, ANFIA prosegue il confronto con i parlamentari europei per promuovere misure concrete di valorizzazione delle produzioni europee, comprese quelle italiane, anche e soprattutto nell’ambito dell’Industrial Accelerator Act".