Gli italiani non rinunciano all’auto, ma rinviano l’acquisto
Il mercato automobilistico in Italia vive una profonda contraddizione: il possesso di un mezzo proprio resta fondamentale per la vita di tutti i giorni, ma l'acquisto di un veicolo nuovo sta diventando un traguardo economico irraggiungibile per moltissimi nuclei familiari.
Un'analisi approfondita realizzata da Bain & Company in collaborazione con ANIASA evidenzia come l'auto sia ormai scivolata nella categoria dei beni semi-lusso. All'inizio degli anni 2000 erano sufficienti cinque stipendi medi per coprire la spesa di una vettura, mentre oggi l'impegno finanziario richiesto è più che raddoppiato, arrivando a toccare le undici mensilità complessive.
Più di tre italiani su quattro dichiarano di affidarsi quotidianamente alle quattro ruote per gestire il lavoro, la famiglia e il tempo libero, preferendo di gran lunga il veicolo privato rispetto ai mezzi pubblici, alle due ruote e ai servizi di sharing. Eppure, la stragrande maggioranza della popolazione ha deciso di rimandare o abbandonare l'idea di cambiare macchina, non perché siano cambiate le necessità di trasporto, ma a causa dell'instabilità dei redditi futuri e dell'attesa di condizioni commerciali più sostenibili. La radice del blocco delle vendite risiede in una netta asimmetria finanziaria: dal 2013 a oggi i listini delle automobili sono cresciuti del 52%, mentre le entrate delle famiglie sono aumentate appena del 29%. Il rincaro è stato alimentato dalle recenti crisi logistiche globali, dall'inflazione, dai costi tecnologici legati all'elettrificazione e alla sicurezza obbligatoria, oltre che dalla scelta strategica dei produttori di concentrarsi sui SUV e sui segmenti più costosi, riducendo drasticamente l'offerta di utilitarie e city car economiche. Lo stesso rallentamento si riflette sulla diffusione dei veicoli elettrici e ibridi plug-in, la cui transizione ecologica è frenata in primis dai costi d'acquisto proibitivi per il cinquantuno per cento degli intervistati e, in seconda battuta, dalle carenze della rete di ricarica. Non a caso, le immatricolazioni di vetture alla spina seguono la geografia della ricchezza del Paese, concentrandosi quasi esclusivamente nelle regioni del Centro-Nord caratterizzate da un prodotto interno lordo pro capite più elevato. Per sbloccare questa situazione e favorire il rinnovo del parco circolante, i cittadini considerano indispensabili nuovi piani di incentivi statali, sconti diretti sui prezzi di listino e formule di finanziamento o noleggio molto più flessibili.
"L'indagine conferma un dato sempre più evidente: gli italiani continuano ad avere bisogno dell'auto, ma sempre più spesso faticano a sostenerne i costi di acquisto e gestione. In un contesto caratterizzato da prezzi in forte crescita e da una diffusa incertezza economica, il noleggio rappresenta una soluzione concreta che consente ai cittadini di mantenere la propria mobilità con costi certi e programmabili nel tempo, potendo disporre dell'auto più adatta alle proprie esigenze in modo semplice, flessibile e trasparente", ha evidenziato a margine della presentazione Italo Folonari, Presidente ANIASA (in foto).
"I dati" - ha sottolineato Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company e responsabile italiano automotive - confermano come il gap tra valore percepito e capacità d'acquisto si stia allargando e si rifletta nel comportamento concreto dei consumatori. Il rinvio dell'acquisto non è un segnale di disinteresse, ma la risposta razionale a un contesto di incertezza economica e a un'offerta che fatica a intercettare i segmenti di domanda più sensibili al prezzo. Questo cambiamento richiede risposte strutturali: nuovi modelli di accesso, maggiore flessibilità finanziaria, e un ripensamento della gamma verso segmenti più accessibili. Per i player del settore, la sfida non è più solo tecnologica: è quella di riportare l'auto alla portata di una platea più ampia di famiglie italiane".
