Geotab: il traffico europeo costa milioni alle flotte

Un'indagine condotta da Geotab ha quantificato l'enorme impatto economico causato dalle congestioni stradali nelle principali metropoli europee. Stando ai dati raccolti, nell'arco di dodici mesi i mezzi monitorati dalla piattaforma hanno bruciato oltre un milione e mezzo di litri di carburante rimanendo semplicemente bloccati in coda con l'unità termica attiva. Spreco che si è tradotto in una perdita secca per le aziende pari a oltre due milioni e mezzo di euro, calcolata sulle tariffe energetiche medie dell'anno precedente.
Lo scenario attuale appare tuttavia ancora più allarmante: a causa dei forti rincari del gasolio determinati dalle recenti tensioni in Medio Oriente, la medesima inefficienza energetica comporterebbe oggi un esborso sensibilmente maggiore, stimabile intorno ai tre milioni e mezzo di euro. Lo studio mette in luce come i costi operativi delle flotte non dipendano esclusivamente dai volumi di traffico in sé, quanto piuttosto dalle specifiche dinamiche della circolazione.
Il caso più emblematico è rappresentato da Roma che, pur posizionandosi come la città più caotica tra quelle esaminate, ha mostrato un livello di efficienza nei consumi del tutto inaspettato.
Sulle strade della capitale italiana, infatti, i flussi avanzano in modo lento ma costante, limitando i continui arresti e ripartenze. Grazie a questa andatura regolare, i mezzi pesanti disperdono a motore spento o al minimo solo una quota marginale del carburante totale, e una tendenza analoga si riscontra anche per i veicoli destinati al trasporto passeggeri.

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Madrid condivide con Roma una percentuale di spreco altrettanto ridotta grazie a una mobilità lenta ma fluida, sebbene la persistenza della congestione durante tutto l'arco della giornata renda estremamente complessa la pianificazione logistica per i gestori dei trasporti. Al contrario, altre capitali mostrano dinamiche differenti. Berlino riesce a contenere i consumi grazie a un impianto urbano policentrico che distribuisce i flussi ed evita imbuti stradali, mentre Amsterdam beneficia di percorsi mediamente più brevi e di una sincronizzazione semaforica ottimale che favorisce la scorrevolezza dei mezzi leggeri rispetto a quelli pesanti. Situazione opposta a Dublino, dove una viabilità che costringe a continui stop-and-go genera lunghi tempi di inattività forzata, facendo lievitare gli sprechi per le vetture passeggeri. Parigi si distingue per tempi di viaggio molto regolari e prevedibili, ma registra il primato negativo per i mezzi commerciali, che arrivano a disperdere quasi un quinto del carburante complessivo durante le soste forzate. Il quadro più critico appartiene infine a Londra, penalizzata da un traffico frammentato e imprevedibile che impedisce ai motori di lavorare alle temperature ideali; la capitale britannica ha così registrato un consumo medio per i veicoli leggeri sensibilmente superiore a quello di tutte le altre città analizzate, confermandosi come il contesto operativo più complesso del continente.

"La congestione è da sempre misurata in termini di tempo: quanto durano gli spostamenti, quanto sono trafficate le strade e in che modo i ritardi incidono sulle attività. Questa analisi dimostra, però, che esiste un ulteriore livello di costo, meno evidente", ha dichiarato Franco Viganò, Associate Vice President EMEA di Geotab. "Quando i veicoli rimangono fermi con il motore acceso, consumano carburante e le flotte stanno di fatto sprecando denaro: i nostri dati mostrano che questo comporta costi per milioni di euro. Ogni litro sprecato in questi contesti comporta poi anche un costo in termini di emissioni. Oltre al tempo perso, la congestione genera un impatto sia economico, sia ambientale: per le flotte, avere una chiara visibilità su questi fenomeni significa poter gestire al meglio le sfide che comportano". 

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