Frodi tech: imprese italiane ancora troppo vulnerabili

Le imprese italiane nel 2025-2026 restano fortemente vulnerabili alle frodi tech, superando leggermente la media mondiale. Una recente indagine condotta da Forrester Consulting per conto di Experian evidenzia come l'avvento dell'intelligenza artificiale generativa abbia reso obsoleti i sistemi di difesa tradizionali. La maggior parte dei dirigenti italiani riconosce infatti l'inefficacia degli attuali strumenti di protezione di fronte a reti criminali sempre più sofisticate e tecnologicamente avanzate.
Le criticità variano sensibilmente a seconda del comparto economico, con i servizi finanziari maggiormente esposti ai furti d'identità e al social engineering, mentre il commercio elettronico deve fronteggiare l'aumento delle truffe legate ai rimborsi e alla cosiddetta "friendly fraud". Nonostante la consapevolezza di questa vulnerabilità tecnologica, molte organizzazioni concentrano gli sforzi sull'analisi dei comportamenti e dei dati provenienti dai dispositivi per tentare di arginare i danni.
Urge una modernizzazione, spesso frenata dal dilemma tra lo sviluppo di soluzioni interne o l'acquisto di pacchetti esterni. A livello globale si osserva una netta preferenza per l'investimento tecnologico rispetto all'espansione dei team di analisi umana, confermando che i processi manuali non sono più in grado di gestire i volumi e la velocità delle frodi moderne. Di conseguenza, la revisione dell'architettura di sicurezza e il passaggio a sistemi in cloud sono diventati obiettivi prioritari per la quasi totalità dei responsabili del settore.
In questo contesto, l'adozione del Machine Learning emerge come il vero elemento di svolta, garantendo una precisione nel rilevamento delle minacce superiore rispetto ai rigidi sistemi basati su regole predefinite. Se in Italia questa tecnologia viene apprezzata soprattutto per la capacità di preservare una fluida esperienza per l'utente finale, a livello internazionale il valore aggiunto risiede nella velocità di risposta in tempo reale e nella capacità di adattamento ai nuovi schemi criminali. Infine, la cooperazione attraverso la condivisione sicura dei dati tra imprese si conferma un pilastro fondamentale per anticipare i rischi e costruire un fronte comune contro la criminalità digitale.

"La frode non è mai stata un fenomeno statico: evolve di continuo e oggi lo fa con una velocità senza precedenti”, ha dichiarato Mauro Fiorentino, Chief Commercial Officer di Experian Italia. “L’AI Generativa sta dando ai criminali strumenti sempre più sofisticati, e questo richiede alle aziende un deciso aggiornamento delle proprie strategie di protezione. Il fatto che il 71% delle imprese stia aumentando gli investimenti in tecnologie anti‑frode dimostra chiaramente che gli approcci tradizionali non bastano più. L’intelligence sui dispositivi, l’analisi comportamentale e il machine learning sono ormai pilastri fondamentali. In questo scenario, collaborazione e innovazione non sono più scelte accessorie: rappresentano la base della resilienza nel 2026 e negli anni a venire.