Fringe benefit sotto pressioneL'auto, tipica "addizionale", penalizzata dalle nuove tabelle fiscali. Il parere di Paolo Ghinolfi, AD di Sifà




L’auto aziendale ad uso promiscuo è il più tipico tra i fringe benefit, insieme al telefono mobile. I cambiamenti apportati dall’Aci e dall’Agenzia delle Entrate alle tbelle chilometriche sono destinati a penalizzare, a secondo della politica interna di fleet, ora il fruitore ora l‘azienda stessa. Per calcolare il reddito imponibile dell’uso dell’auto da sempre fanno fede le tabelle chilometriche Aci, che fino a metà 2020 prevedevano una tassazione fissa pari al 30%. Da luglio la normativa è cambiata (per le nuove immatricolazioni), in funzione delle emissioni di anidride carbonica e con una differenziazione a dir poco opinabile: si va dal 25% con emissioni fino a 60g/km, 30% (60-160) quindi 50% (160-190) e infine 60%, il doppio della precedente tassazione, per le auto che hanno emissioni di CO2 superiori a 190g/km. Da qui i disagi per aziende, fleet manager (che devono oggi provvedere a calcoli nel dettalgio differenziati veicolo per veicolo) e fruitori, ma (descrizione)soprattutto è prevedibile che le car policy subiscano una profonda mutazione, un downsizing e l’introduzione di veicoli a basso impatto, ancor più di quanto non sia già in atto.

Su queste problematiche i è espresso Paolo Ghinolfi, voce storica del noleggio a lungo termine e grande esperto di fleet management, che parla dal suo punto di osservazione privilegiato, ovvero il ponte di comando di Sifà:

Da una parte, stiamo promuovendo una comunicazione istituzionale più ampia possibile sul tema, per sensibilizzare coloro che sono preposti a prendere decisioni ‘dall’alto’; dall’altra, la nostra strategia prevede una puntuale consulenza e vicinanza ai clienti per supportarli in questo vero e proprio slalom fiscale che si è creato”.

Il cambio della normativa si verifica nel corso di un nuova ampia criticità a livello mondiale, ovvero il rallentamento delle fabbriche che soffrono la persistente carenza di semiconduttori.

Questi nuovi provvedimenti – commenta Ghinolfi - avrebbero richiesto un’applicazione più attenta, considerato il periodo storico che stiamo vivendo. La rivoluzione del fringe benefit è stata promossa durante la pandemia, penalizzando enormemente la categoria delle persone soggette a reddito fisso. Prima di applicare la normativa (descrizione)andrebbero ricalibrati tutti i parametri, ascoltando innanzitutto le problematiche rappresentate dalle associazioni di categoria. Ad esempio, Aniasa ha denunciato le difficoltà delle centinaia di migliaia di utilizzatori che guidano un’auto in fringe benefit, i quali hanno bisogno di essere salvaguardati rispetto a una tassazione che li porta ad allontanarsi inevitabilmente da una soluzione di mobilità di questo tipo. Come conseguenza i driver sceglieranno magari di acquistare un’auto usata con significative più alte emissioni rispetto alle vetture di ultima generazione offerte dalla società di noleggio. Quello che noi possiamo fare attualmente è un grande lavoro di consulenza ai nostri Clienti, con l’auspicio però che la nostra voce, così come le istanze di tutta la filiera automotive, possano finalmente essere ascoltate e prese in considerazione dalle Istituzioni. E’ più che mai necessario rivedere l’applicazione della normativa al di fuori di slogan o di logiche politiche ma esclusivamente nel reale interesse della collettività, dell’economia del Paese e di tutti i lavoratori che si trovano ad essere penalizzati da questo nuovo sistema di tassazione”.

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