Fondazione Renault: 25 anni di impegno per la mobilità
La mobilità è molto di più di un semplice mezzo per spostarsi, ma rappresenta un diritto fondamentale che apre le porte allo studio, all'occupazione, alla salute e alle relazioni umane. La Fondazione Renault ha costantemente evoluto il proprio raggio d'azione sin dalla sua nascita nel 2001. Oggi questa realtà internazionale coordina progetti solidali nei diversi territori globali in cui opera il Gruppo, unendo le forze attorno a un traguardo condiviso: fare della mobilità una leva di inclusione, sicurezza e solidarietà a vantaggio delle fasce di popolazione più vulnerabili (bambini, famiglie e persone che vivono in condizioni di precarietà).
In linea con la visione aziendale volta ad accorciare le distanze tra gli individui, l'ente focalizza i suoi sforzi su tre pilastri centrali come la prevenzione stradale, l'assistenza alle persone e l'aiuto umanitario. Grazie alla stretta collaborazione con il terzo settore, alla partecipazione attiva del personale aziendale tramite il volontariato e al coinvolgimento di tutta la filiera, la fondazione punta a un obiettivo di forte impatto sociale, ovvero migliorare la quotidianità di 200 mila persone entro il 2028. Dietro ogni iniziativa si nasconde la certezza che spostarsi in modo sicuro, accessibile e solidale possa restituire autonomia e generare nuove opportunità per il futuro.
Spesso un tragitto apparentemente breve può determinare una svolta decisiva nell'esistenza di un individuo. Pochi chilometri possono fare la differenza per presentarsi a una selezione lavorativa, frequentare un percorso di studio o riabbracciare un affetto stabile, uscendo così dall'isolamento. Per chi vive in condizioni di marginalità, riappropriarsi della capacità di muoversi liberamente diventa lo snodo cruciale per ritrovare fiducia e reinserirsi nella collettività. Proprio per questo motivo, il movimento viene inteso come un sinonimo di emancipazione, sicurezza e progresso condiviso, capace di avvicinare le persone e supportarle nella realizzazione dei propri desideri.

JEAN-DOMINIQUE SENARD, Presidente di Renault Group e Presidente della Fondazione Renault: "La mobilità ha il potere di avvicinare le persone a ciò che conta di più nella loro vita: accedere all'istruzione, trovare un posto di lavoro, mantenere un legame sociale, ritrovare una persona cara o prestare soccorso a chi ne ha bisogno. Per tutti la mobilità è molto di più di un semplice mezzo di trasporto: è una condizione necessaria per l'autonomia, l'inclusione e le pari opportunità. In linea con la missione di Renault Group, la Fondazione Renault accompagna e sostiene i progetti di interesse generale, leva di ogni forma di solidarietà. È questa convinzione che guida il nostro impegno e dà senso alle iniziative della Fondazione Renault".
CATHERINE GROS, Direttrice della Fondazione Renault e Vicepresidente Art et Mécénat: "Questo obiettivo ambizioso si concretizza grazie al notevole impegno delle nostre associazioni partner, che si adoperano ogni giorno per rispondere alle esigenze dei Paesi e territori dove ha sede Renault Group. Fa leva anche sul coinvolgimento dei dipendenti di Renault Group che mettono competenze, tempo ed energia al servizio delle cause a cui tengono. Insieme costituiscono un ecosistema impegnato che trasforma le convinzioni in azioni per fare della mobilità una leva concreta di solidarietà".
L'ente combatte l'elevata mortalità giovanile sostenendo progetti educativi innovativi, come i laboratori musicali contro la violenza stradale promossi con l'Associazione Antoine Alléno. Finanzia inoltre murales urbani per la protezione delle zone scolastiche, promuove la formazione dei genitori sulla sicurezza a bordo (anche a fronte di studi scientifici che rivelano come due bambini su tre viaggino non protetti in auto) e supporta la prevenzione contro i rischi dell'alta velocità e l'uso ricreativo del protossido di azoto alla guida.
La Fondazione, inoltre, contrasta l'isolamento e la precarietà causati dalla mancanza di trasporti, che in Francia colpisce un quarto degli adulti, impedendo a molti giovani di lavorare e a molti cittadini di curarsi. A tal fine, finanzia patenti di guida e abbonamenti per ragazzi in cerca di occupazione, sostiene unità mediche mobili per le aree svantaggiate, promuove l'autonomia delle persone con disabilità e supporta le donne vittime di violenza domestica con servizi di assistenza e traslochi d'emergenza.
Nel pronto intervento, infine, la Fondazione collabora con la protezione civile e i vigili del fuoco fornendo una flotta di 34 veicoli per il soccorso in caso di catastrofi naturali. L'impegno include anche la tutela del patrimonio culturale tramite applicazioni tecnologiche nate dopo il rogo di Notre-Dame, progettate per individuare e mettere in salvo prioritariamente le opere d'arte durante un'emergenza.
