Federauto: Dai concessionari nessun rischio evasione
Federauto chiarisce in una nota che la "mappa del rischio evasione" legata alle pagelle fiscali non riguarda la rete ufficiale dei concessionari di autoveicoli. Gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) si applicano infatti solo sotto i 5,16 milioni di euro di ricavi, una soglia ampiamente superata dai concessionari strutturati.
I dati diffusi si riferiscono a piccoli rivenditori e intermediari uniti erroneamente sotto lo stesso codice ATECO, mentre le concessionarie ufficiali rappresentano un presidio di legalità con elevati standard di conformità.
La diffusione di notizie giornalistiche riguardanti una nuova mappa del rischio evasione fiscale richiede una necessaria puntualizzazione per tutelare l'onore e l'immagine dei concessionari automobilistici ufficiali, evitando interpretazioni distorte della realtà.
I parametri degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale sono vincolati a un tetto massimo di ricavi o compensi pari a 5.164.569 euro. La rete ufficiale dei concessionari si colloca strutturalmente al di sopra di questo limite economico, dato l'elevato valore commerciale dei beni trattati; una struttura commerciale di medie dimensioni supera infatti tale fatturato immatricolando anche solo poche decine di automobili all'anno. Di conseguenza, queste aziende sono escluse per legge dal meccanismo di valutazione e non ricevono alcun voto fiscale.
I riferimenti all'evasione nel commercio di autoveicoli riguardano in realtà piccoli rivenditori indipendenti e intermediari commerciali. Queste figure presentano caratteristiche organizzative, patrimoniali e di volume d'affari completamente diverse rispetto ai distributori ufficiali, i quali operano sulla base di mandati diretti con i costruttori, adottano sistemi di contabilità analitica certificati da revisori e rispettano rigidi protocolli di conformità aziendale.
I concessionari ufficiali garantiscono la massima trasparenza e legalità nel comparto automotive: registrano ogni transazione finanziaria, tracciano i passaggi di proprietà dei veicoli e assicurano il versamento regolare delle imposte e dei contributi previdenziali per migliaia di lavoratori dipendenti. Il settore garantisce alle casse dello Stato un gettito annuale di circa 500 milioni di euro, a fronte di investimenti privati che superano i 4 miliardi di euro. Per questo motivo, la categoria deve essere considerata un partner istituzionale affidabile, specialmente in una fase complessa caratterizzata dalla transizione energetica, dalla contrazione del mercato e dai nuovi vincoli normativi comunitari. L'origine del malinteso risiede nell'attuale classificazione dei codici ATECO, che raggruppa sotto la medesima voce attività economiche profondamente disomogenee. Per superare queste anomalie interpretative e prevenire danni d'immagine che colpiscono la filiera della distribuzione automobilistica, Federauto sollecita da tempo una revisione delle categorie catastali e statistiche che separi nettamente le grandi strutture commerciali dai piccoli operatori indipendenti.
