Ecopneus presenta il report di sostenibilità 2025

Il bilancio di sostenibilità pubblicato da Ecopneus per l'anno 2025 delinea una filiera del riciclo dei pneumatici fuori uso (PFU) ormai matura e strategica per l'economia circolare italiana.
Nel corso dell'anno, la società consortile ha gestito la raccolta di oltre 199.000 tonnellate di scarti, superando del 24% gli obiettivi minimi stabiliti dalla normativa nazionale.
La capillarità operativa si è tradotta nell'evasione di circa 52.000 richieste di ritiro presso più di 20.300 centri di generazione distribuiti in tutto il Paese. Il dato più rilevante di questa gestione è il sorpasso storico del recupero di materia, salito al 51%, rispetto al recupero energetico, a dimostrazione di una chiara transizione verso l'impiego industriale della gomma riciclata.
Sotto il profilo ecologico, l'impatto positivo della filiera è stato misurato attraverso un'analisi del ciclo di vita (LCA) validata da RINA.

"Il Report di Sostenibilità 2025 racconta l'evoluzione di un sistema che è un vero e proprio abilitatore di una filiera industriale circolare," ha dichiarato Giuseppina Carnimeo, Direttore Generale di Ecopneus. "L'aver raccolto oltre 199.000 tonnellate di PFU, superando ampiamente il target di legge grazie a una rete logistica capillare e a un lavoro quotidiano, è la base che ci permette di generare un impatto positivo straordinario. Il sorpasso del riciclo di materia sul recupero energetico dimostra che la qualità del lavoro svolto produce benefici ambientali concreti e misurabili. I circa 70 milioni di euro di risparmi sull'importazione di materie prime evidenziano come il riciclo dei PFU sia una risorsa strategica per la resilienza economica del Paese".

Le attività di recupero hanno consentito di evitare l'immissione in atmosfera di oltre 131.000 tonnellate di anidride carbonica equivalente, un volume paragonabile all'assorbimento annuale di una foresta di 17,5 milioni di alberi. Parallelamente, il riciclo ha evitato il consumo di oltre 1,2 milioni di megawattora di energia da fonti fossili non rinnovabili e ha ridotto gli indici di tossicità per gli ecosistemi acquatici, sostituendo i polimeri vergini con materiali rigenerati.
L'efficienza ambientale si riflette anche in un forte beneficio macroeconomico per l'Italia, quantificabile in un risparmio di circa 69,7 milioni di euro sulla bilancia commerciale. L'utilizzo della gomma riciclata e di altri materiali derivati ha infatti permesso di ridurre drasticamente le importazioni di materie prime costose come elastomeri vergini, poliuretano e minerali di ferro.
Il mercato interno ha assorbito l'81% della gomma prodotta, con il comparto dell'impiantistica sportiva a fare da traino, seguito dall'isolamento acustico per l'edilizia e dai bitumi modificati per la rete viaria, questi ultimi spinti dall'applicazione dei Criteri Ambientali Minimi per le strade.
Il report evidenzia infine l'impegno sul fronte dell'innovazione tecnologica attraverso collaborazioni con istituti universitari e partner scientifici.
Nel settore delle infrastrutture sono state testate pavimentazioni stradali e tramviarie a basso impatto acustico per le aree urbane e barriere fonoassorbenti per le grandi arterie commerciali.
Per la sicurezza stradale, sono stati avviati test su dispositivi salvavita in gomma da installare sui guardrail per i motociclisti. La ricerca ha interessato anche l'ambito zootecnico, con la progettazione di pavimentazioni per allevamenti in grado di migliorare il benessere animale, e il settore sportivo, con la creazione di campi da basket modulari e superfici per l'equitazione che riducono i traumi articolari e la dispersione di polveri.