Doxa e Subito, gli italiani preferiscono l'auto usata
L'economia della seconda mano in Italia ha raggiunto un valore complessivo di 27,2 miliardi di euro, trainata da un coinvolgimento della popolazione che nel 2025 ha visto il 65% degli italiani attivo nella compravendita di oggetti usati. Il comparto principale di questo mercato è rappresentato dai veicoli, capaci di generare da soli 11,1 miliardi di euro. A rivelarlo è l'Osservatorio Second Hand Economy 2025 di IPSOS Doxa per Subito, giunto alla dodicesima edizione.
Il dinamismo del settore automobilistico è confermato dal fatto che, nello stesso anno, sono state vendute più di due vetture usate per ogni auto nuova, segnando un incremento vicino al tre per cento rispetto all'anno precedente.
"Il mercato dell'auto usata accelera, e i numeri lo dimostrano chiaramente. Non stiamo però assistendo solo a un incremento, ma a un cambiamento nelle preferenze degli italiani: l'elettrico sale di 10 punti percentuali, passando dal 4% al 14%, e insieme all'ibrido supera per la prima volta la benzina. Non è un caso: il 61% di chi sceglie elettrico o ibrido lo fa per contenere i costi di utilizzo, e su Subito Motori lo vediamo in tempo reale: le ricerche per queste motorizzazioni sono esplose a tripla cifra da fine febbraio, con picchi in corrispondenza della guerra in Iran e della chiusura dello Stretto di Hormuz" ha dichiarato Cristiana Alicata, Mobility Director di Subito. "Sullo sfondo c'è anche una tendenza più strutturale: l'auto usata è sempre più una prima scelta consapevole, non un ripiego. Cresce chi compra, cresce chi sta cercando, e cresce la percezione dei suoi vantaggi: risparmio, convenienza, disponibilità e circolarità."
La forte propensione verso l'usato si riflette nelle statistiche d'acquisto, con oltre un quinto della popolazione che ha scelto un mezzo di seconda mano negli ultimi tre anni e una quota crescente di cittadini che ne valuta l'acquisto a breve termine. A spingere i consumatori verso questa direzione sono soprattutto ragioni economiche, come il risparmio immediato rispetto ai listini del nuovo e la possibilità di accedere a modelli di categoria superiore a parità di budget. Inoltre, si fa strada una crescente sensibilità verso l'economia circolare, che mira a ridurre l'impatto ambientale legato alla produzione di nuovi beni, mentre si ridimensionano i timori tradizionali legati all'affidabilità e ai costi di manutenzione straordinaria.
I consumatori puntano su un budget massimo entro cui trovare la migliore offerta possibile. Altri criteri fondamentali sono legati alle specifiche necessità di utilizzo quotidiano e alle condizioni generali del veicolo, valutate attraverso l'anzianità di immatricolazione e il chilometraggio.
Sul fronte delle motorizzazioni si assiste a una transizione storica. Sebbene il diesel mantenga la quota maggioritaria e la benzina registri una contrazione, la somma di ibrido ed elettrico supera per la prima volta i motori a benzina. Questa accelerazione verso le alimentazioni alternative è dettata per oltre il sessanta per cento dalla volontà di contenere i costi di utilizzo quotidiani. Le tensioni geopolitiche internazionali e il conseguente rincaro dei carburanti nella primavera del 2026 hanno provocato un'impennata nelle ricerche online di vetture ecologiche, una scelta che spesso viene maturata dai clienti ancor prima di iniziare la ricerca del veicolo.
Un fenomeno particolarmente significativo riguarda la Generazione Z, che mostra un rinnovato entusiasmo per l'automobile come simbolo di autonomia. I giovani tra i 18 e i 24 anni acquistano auto usate con percentuali decisamente superiori rispetto alla media nazionale. Il loro approccio commerciale combina la ricerca digitale e social con la finalizzazione dell'acquisto nei concessionari fisici, dove cercano la consulenza di professionisti per orientarsi sul prodotto. Rispetto agli adulti, i giovani si orientano sull'usato principalmente per trovare vetture adatte ai neopatentati e dimostrano una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale. Pur considerando l'elettrico come lo standard per la mobilità futura, le loro attuali possibilità di spesa li costringono a comprare ancora prevalentemente modelli a diesel o a benzina, lasciando l'elettrico puro a una quota ancora marginale.
