DL Fiscale e riforma IPT sul noleggio

Il recente emendamento inserito nel DL Fiscale introduce una modifica sostanziale alle modalità di versamento dell'Imposta Provinciale di Trascrizione per le società di noleggio (IPT) all'ente territoriale in cui svolgono la "gestione ordinaria in via principale" dell'attività.
ANIASA la ha definita una visione miope del legislatore, evidenziando come la nuova norma rappresenti un ostacolo diretto alla crescita del settore e ai processi di semplificazione burocratica necessari al Paese.
La criticità principale risiede nell'introduzione del criterio della gestione ordinaria in via principale come parametro per individuare la provincia beneficiaria del tributo. Questa formula viene giudicata estremamente vaga e soggetta a interpretazioni arbitrarie, poiché non tiene conto della struttura operativa delle moderne imprese di mobilità. Tali realtà operano infatti attraverso reti capillari che comprendono uffici aeroportuali, stazioni ferroviarie e numerose filiali sul territorio, rendendo di fatto impossibile definire univocamente un unico centro di gestione per veicoli che per loro natura circolano senza confini geografici definiti. Oltre alle difficoltà applicative, il provvedimento si pone in netto contrasto con le indicazioni fornite dall'Agenzia delle Entrate (Circolare n. 20/E del 2024) e con i principi stabiliti dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi. La divergenza si estende anche al panorama internazionale e giuridico, ignorando sia le linee guida dell'OCSE sia il consolidato orientamento della Corte di Cassazione in materia di residenza fiscale e organizzazione aziendale.
Le ripercussioni di questa scelta rischiano di generare una redistribuzione del gettito fiscale priva di logica funzionale, penalizzando proprio i territori che sostengono l'usura delle infrastrutture causata dalla circolazione dei mezzi. ANIASA ha sottolineato come l'incertezza normativa prodotta aprirà inevitabilmente la strada a una stagione di lunghi contenziosi legali tra le amministrazioni locali e le imprese, scoraggiando gli investimenti e allontanando il settore dai principi di efficienza e modernizzazione. Risulta quindi fondamentale l'apertura di un confronto istituzionale per studiare un sistema di ripartizione delle risorse che sia realmente equo e sostenibile per l'intera nazione.
L'Associazione propone da anni l'adozione di un modello alternativo: la centralizzazione della riscossione dei tributi dovuti dalle società di noleggio, con successiva redistribuzione alle Regioni e Province sulla base di criteri oggettivi da queste ultime determinate. Un modello analogo esiste già in Francia e Germania, dove sistemi di compensazione interterritoriale evitano distorsioni e assicurano equità tra le amministrazioni locali.