Misure contro i cambiamenti climatici: il parere degli italiani nell'indagine BEIIn partnership con BVA, ha interessato Unione Europea, USA e Cina


Sono stati diffusi i risultati relativi alla seconda edizione dell'indagine, sul clima, condotta dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) in partnership con la società di consulenza, specialista in ricerche di mercato BVA. Unione continentale, Stati Uniti e Cina, gli ambiti territoriali finiti sotto la lente d'ingrandimento. 30.000 le persone, in 30 paesi, sentite. 

Sul fronte dei trasporti, ben l'88 per cento del campione ascoltato in Italia è a favore della chiusura della circolazione nei centri urbani ai veicoli altamente inquinanti (sei punti in più rispetto alla media dell'Unione Europea - USA e Cina hanno fatto segnare rispettivamente il 69 e il 97 per cento). Per il 71 per cento (la forbice è la stessa di cui sopra) degli intervistati nel nostro Paese sarebbe utile un divieto progressivo da applicare alle alimentazioni diesel.

"I cambiamenti climatici sono una delle problematiche che più preoccupano i cittadini europei - ha dichiarato Emma Navarro, presidente di BEI -. È per questo motivo che sono disposti a fare sacrifici personali quando si tratta di lottare contro il riscaldamento globale e di adottare uno stile di vita più sostenibile".

Meno apprezzata tra i nostri connazionali appare un'altra misura legata agli spostamenti di lungo raggio: una tassa sul carbonio emesso dagli aerei. Sarebbe infatti pronto a corrisponderla il 69 per cento degli italiani ascoltati versus il 72 per cento della media UE, con un'adesione inversamente proporzionale all'anagrafica: più bassa (61 per cento) nella fascia 15-29 anni, mentre sale al 72 per centro tra coloro che ricadono nel gruppo degli over 65. In Cina tale quota arriva addirittura al 93 per cento. Basso, invece, il riscontro nelle terre d'oltreoceano: solo un 60 per cento del campione.

I nostri connazionali si distinguono sotto altri due aspetti: l'alto numero di intervistati (94 per cento) che vogliono inserire i principali concetti legati ai cambiamenti climatici e alla raccolta differenziata tra le materie di studio a scuola; e la quota elevata (90 per cento, più cinque punti rispetto al dato medio complessivo dell'Unione Europea) che è interessato a mettere al bando i prodotti in plastica monouso. Il 62 per cento del campione è d'accordo con un aumento dei prezzi per alimentari e beni di consumo caratterizzati da una notevole impronta di carbonio (vedasi, ad esempio, carne rossa e telefoni cellulari).

Nel ricordare l'aspettativa generale connessa a governi e imprese per il contenimento delle emissioni di CO2 e a beneficio della tutela ambientale, la Navarro ha aggiunto: "Ciascuno di noi deve sentirsi coinvolto nel fronteggiare questa sfida. La Banca Europea per gli Investimenti è fermamente impegnata a fornire gli strumenti finanziari e tecnici necessari a tutte le parti interessate, affinché diano il loro contributo per risolvere la crisi climatica.".

Istituzione finanziaria di lungo termine dell’Unione continentale, con gli stati membri tra i propri azionisti, BEI opera in circa 160 paesi ed è uno dei più importanti soggetti multilaterali a livello mondiale che destina risorse ad azioni specifiche sul tema in esame. Tra il 2021 e il 2030 vi saranno investiti mille miliardi di euro, almeno la metà dei quali entro il 2025.

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