Auto UE: falsa partenza a gennaio (-3,9%)
Il mercato automobilistico dell'Unione Europea apre il 2026 con il segno meno: secondo l'ACEA, a gennaio le immatricolazioni sono scese del 3,9%, fermandosi a circa 800 mila unità. Nonostante questa contrazione generale, il comparto dell'auto elettrica mostra una controtendenza decisa, registrando una crescita del 24,2% e raggiungendo una quota di mercato vicina al 20%.
In questo contesto, l'Italia si distingue positivamente con un incremento del 6,2%, posizionandosi al terzo posto per volumi tra i principali mercati europei. Tuttavia, sebbene le vendite di veicoli elettrici nel nostro Paese siano aumentate del 40,7%, la loro penetrazione sul mercato resta la più bassa tra i grandi Stati membri (6,6%). Parallelamente, continua l'espansione dei costruttori cinesi, la cui quota di mercato in Europa è salita al 5,5%.
Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA, ha espresso preoccupazione per l'attuale quadro normativo europeo. Ha sollecitato una revisione del pacchetto legislativo automotive, chiedendo in particolare di: sospendere il giro di vite previsto per il 2027 sui veicoli ibridi plug-in (PHEV), considerati una tecnologia ponte essenziale: garantire una reale neutralità tecnologica nella revisione dei regolamenti sulle emissioni di CO2; introdurre, tramite l'imminente Industrial Accelerator Act, clausole di local content per proteggere la produzione e le competenze industriali del territorio europeo.
“A gennaio, dopo diversi mesi di crescita moderata, l’Europa dell’auto registra una flessione (-3,9%) – ha commentato Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA. - Nonostante l’apertura dell’anno in calo, si evidenzia un inizio positivo per le vendite di auto elettriche, che, nel mese, crescono a doppia cifra (+24,2%, con una quota del 19,3%, 4,4 punti percentuali in più rispetto a gennaio 2025). Anche in Italia, il Paese che ha performato meglio tra i major market (+6,2% sulle immatricolazioni di gennaio 2025) ed è terzo per volumi, l’elettrico continua a crescere (+40,7%), a fronte di una quota di mercato ferma ad un debole 6,6% - la più bassa tra i major market. Non si arresta l'avanzata dei brand cinesi in Europa. Considerando solo i principali riportati da ACEA (Volvo Cars, BYD, SAIC Motor) si rileva un incremento dei volumi del 17% circa, passando da una quota di mercato del 4,5% a gennaio 2025 al 5,5% a gennaio 2026.
In questo scenario, nell’ambito dell'iter legislativo del pacchetto automotive UE, tengo a ribadire l’urgente necessità di attuare una sospensione dello step di inasprimento dell’utility factor previsto da gennaio 2027 per i veicoli ibridi plug-in (PHEV), tecnologia da salvaguardare e non penalizzare essendo fondamentale per la transizione verso la mobilità elettrica.
Parallelamente, resta importante intervenire sulla proposta di revisione del Regolamento CO 2 presentata nel Pacchetto automotive dalla Commissione europea, ancora ben lontana dal principio di neutralità tecnologica, e, in vista della presentazione dell’Industrial Accelerator Act (IAA) il prossimo 4 marzo, adottare una misura di local content che possa tutelare l’occupazione qualificata e preservare le competenze tecnologiche strategiche dell’industria europea”.
Il mercato auto dell'area UE+EFTA+UK registra 961.382 immatricolazioni a gennaio 2026, evidenziando una flessione del 3,5% rispetto all'anno precedente. Mentre Italia (+6,2%), Regno Unito (+3,4%) e Spagna (+1,1%) mostrano segni di crescita, Francia e Germania registrano entrambe un calo del 6,6%. Le motorizzazioni elettrificate (inclusi BEV, PHEV e ibride) dominano con il 67,7% del mercato, sostenute da una forte crescita delle ricaricabili.
