Arval Mobility Observatory, mobilità asset per le imprese

La mobilità si è trasformata completamente negli ultimi anni, passando da mera gestione logistica fino a diventare oggi un asset strategico per le imprese. Questo è quanto emerge dall'ultima analisi dell’Arval Mobility Observatory, condotta in sinergia con Ipsos, che fotografa una realtà in cui le decisioni sulle flotte non riguardano più solo gli specialisti del settore, ma coinvolgono i vertici e diverse aree dell'organizzazione.
La trasformazione dei modelli decisionali è evidente osservando chi governa oggi questi processi: se il 23% delle scelte resta in mano ai fleet e mobility manager, ben il 24% vede il coinvolgimento diretto dei CEO. Anche le funzioni acquisti (16%), finanza (14%) e risorse umane (7%) partecipano attivamente a una partita che gioca su tre fronti principali: il rispetto delle normative sui motori endotermici, l'integrazione di alimentazioni sostenibili e il controllo dei costi totali di gestione (TCO).
Sebbene la tecnologia sia un alleato fondamentale, il suo potenziale non è ancora sfruttato appieno. Attualmente, il 44% delle imprese utilizza sistemi telematici, ma principalmente per scopi operativi, come il miglioramento della sicurezza stradale o l'efficienza quotidiana. Manca ancora un approccio strutturato che utilizzi i dati per definire le strategie di lungo termine, come la revisione delle politiche auto o la pianificazione della transizione energetica.
La sostenibilità non è più un'opzione: l'84% delle aziende italiane ha già adottato o sta valutando veicoli elettrificati. Le strategie sono però variegate e dipendono dalle necessità specifiche: l'ibrido rimane la scelta predominante (63%), seguito dalle soluzioni plug-in (52%) e dall'elettrico puro (39%). Per rendere questo passaggio efficace, le imprese stanno investendo sulle infrastrutture, privilegiando l'installazione di punti di ricarica nelle sedi aziendali (82%) e il supporto della rete pubblica (64%).
Il futuro vede una convivenza tra l'auto aziendale e nuove forme di trasporto. L'83% delle realtà italiane ha già introdotto servizi complementari come car sharing, pooling o bike sharing. Tuttavia, questo non significa un ridimensionamento del parco auto: il 93% degli intervistati prevede che il numero di veicoli in flotta rimarrà invariato o crescerà nei prossimi tre anni, a dimostrazione che la flotta resta il fulcro della mobilità professionale, pur in un ecosistema più ricco e variegato.

"Il Barometro 2026 restituisce un’immagine dove elettrificazione, sostenibilità ed efficienza sono obiettivi cruciali, che vivono all’interno di strategie pragmatiche con organizzazioni attente ad armonizzare sensibilità e disciplina finanziaria. I gestori aziendali chiedono ecosistemi più intelligenti, più connessi e più integrati, per una governance capace di semplificare la crescente complessità operativa e offrire una visione sistemica di flotte e mobilità” ha commentato Massimiliano Abriola, Head of Consulting & Arval Mobility Observatory Italia.