Arval: la mobilità guida la scelta del posto di lavoro

Il tragitto casa-lavoro ha ormai un peso specifico quasi identico alla mansione stessa nella valutazione di un impiego. Oggi infatti le modalità di spostamento risultano un elemento fondamentale nel bilancio vita lavorativa-personale. A evidenziarlo è una ricerca firmata da Arval Mobility Observatory. I dati sono stati svelati a Milano durante l'Arval Mobility Forum, in concomitanza con la Settimana Europea della Mobilità. L'indagine ha analizzato le abitudini e le aspirazioni future del personale nei trasporti quotidiani, ponendo un accento mirato sulle esigenze dei lavoratori più giovani. Dallo studio emerge che la mobilità incide in modo determinante sulla scelta della professione per il 60% degli intervistati, mentre ben il 90% la reputa comunque un fattore di rilievo, segno che il viaggio quotidiano viene ormai inteso come un prolungamento dell'attività lavorativa. Tale visione trova riscontro nelle tempistiche, dato che oltre un terzo del campione spende più di un'ora al giorno per andare e tornare dall'ufficio, e solo il 40% si mantiene sotto i quarantacinque minuti.

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La vettura privata o aziendale resta il mezzo predominante per 6 persone su 10 a prescindere dall'età
, sebbene un quarto dei lavoratori utilizzi già soluzioni multimodali combinando diverse opzioni di trasporto. A ostacolare una transizione verso abitudini più ecologiche non è la consuetudine, bensì la carenza di infrastrutture dedicate, come stazioni di ricarica o ciclabili, unita a distanze eccessive o a un territorio non favorevole alla micromobilità e ai tragitti a piedi. Guardando al domani, la metà dei dipendenti ritiene che le proprie abitudini rimarranno invariate nei prossimi cinque anni, mentre un quarto esprime la volontà di evolvere i propri spostamenti. In quest'ultimo gruppo, la fascia adulta tra i 30 e i 54 anni punta con decisione sull'acquisto o noleggio di veicoli elettrici, mentre i giovani sotto i trent'anni si orientano maggiormente verso l'uso dei trasporti pubblici e della mobilità attiva come la bicicletta.
"Con questa indagine, è emerso che la mobilità non è più solo una voce gestionale o di costo per le aziende, ma rappresenta un’importante leva di attrazione e mantenimento dei talenti. Allo stesso modo, è chiaro come le scelte relative al modo in cui ci si sposta dipendono anche dal territorio ed è quindi fondamentale sempre di più un dialogo tra privato e istituzioni pubbliche. Per le persone, il modo in cui ci si muove conta quanto dove si lavora e da questo punto di partenza devono essere elaborate le strategie di mobilità delle aziende" ha dichiararo Alessandro Floria, Direttore Marketing & Comunicazione di Arval Italia. 
I dati della survey hanno fornito gli spunti per un momento di confronto e discussione sulle evoluzioni della mobilità e su quanto sia importante per il benessere delle persone. Se ne è discusso in una tavola rotonda moderata dalla giornalista Lea Orifici a cui hanno preso parte Carlo Alberto Carnevale Maffè, Professor of Strategy SDA Bocconi, Ivano Gallino, Presidente di AITMM (Associazione Italiana Travel e Mobility Manager), Nicolò Pirelli, Head of New Mobility di Pirelli, Vincenzo Quintani, Direttore Efficienza Energetica e New Mobility del Gruppo Dolomiti Energia, insieme a Dario Casiraghi, Direttore Generale di Arval Italia. 
(descrizione) "In occasione della Settimana Europea della Mobilità, abbiamo voluto prenderci un momento di riflessione sui cambiamenti che il nostro settore sta attraversando. Lo abbiamo fatto allargando il confronto anche ad autorevoli rappresentanti del mondo accademico, associativo e aziendale. Per noi, è fondamentale continuare a lavorare per supportare tutti i nostri clienti, aziende, professionisti e privati, offrendo la nostra consulenza strategica e le soluzioni flessibili e integrate che possano rendere la mobilità sostenibile accessibile a tutti, indipendentemente dalla loro età o dal modo in cui si spostano oggi” ha commentato Dario Casiraghi, Direttore Generale di Arval Italia.