Dopo la crescita, l'aftermarket frena: bilancio ANFIA 2025
Il Barometro Aftermarket del Gruppo Componenti ANFIA evidenzia per il 2025 una flessione dell'1,3% nel fatturato della filiera IAM, invertendo la tendenza positiva del 2,4% registrata l'anno precedente. Questa contrazione è stata determinata principalmente dal forte calo del quarto trimestre, sceso del 4,1%, e da una diminuzione dell'1,6% nel primo, mentre la parte centrale dell'anno ha mostrato una sostanziale stabilità con variazioni minime tra lo 0,2% e lo 0,5%.
L'analisi dei diversi comparti merceologici rivela un mercato a due velocità: soltanto i ricambi undercar e i componenti motore hanno mantenuto un trend positivo, rispettivamente con incrementi del 5% e dell'1,9%. Al contrario, il settore elettrico ed elettronico ha subito il tracollo più evidente, perdendo il 7,5% dopo la crescita significativa dell'anno precedente. Anche i materiali di consumo e la componentistica legata a carrozzeria e abitacolo hanno chiuso l'anno in negativo, con flessioni comprese tra il 2,8% e il 4,3%.
Parallelamente, il mercato automobilistico nazionale ha registrato 1,52 milioni di nuove immatricolazioni, segnando un calo del 2,1% su base annua e rimanendo ancora distante oltre venti punti percentuali dai volumi del 2019. Il panorama delle alimentazioni mostra una trasformazione profonda: mentre le motorizzazioni diesel e benzina subiscono crolli verticali superiori al 18%, le vetture ibride consolidano la propria leadership raggiungendo una quota del 44,1%. Si intensifica la diffusione dei veicoli ricaricabili, le cui vendite sono aumentate del 63% portando la quota complessiva di BEV e PHEV al 12,6%, con le auto puramente elettriche che da sole segnano una crescita del 44,2% arrivando a coprire il 6,2% del totale.
Massimo Pellegrino, Coordinatore della Sezione Aftermarket del Gruppo Componenti ANFIA ha commentato: "La flessione può essere interpretata anche come il risultato di un significativo riallineamento degli stock, in particolare nella distribuzione. Parallelamente, la domanda da parte di ricambisti e installatori ha invece mostrato un andamento positivo. Il buon risultato registrato dai componenti undercar (+5%) e dai componenti motore (+1,9%) evidenzia come il parco circolante italiano – tra i più anziani d’Europa, con un’età media di 13 anni a fine 2024, in peggioramento sul 2023 (era di 12 anni e 10 mesi)[1] – continui a generare domanda di manutenzione e riparazione. Questo dato è coerente con un mercato del nuovo debole e con l’incremento delle vendite dell’usato, segnali di un ricambio del parco auto ancora rallentato.
Al contrario, la marcata flessione dei componenti elettrici ed elettronici (-7,5%), dopo il buon risultato del 2024 (+6,3%), potrebbe riflettere sia dinamiche di normalizzazione dopo picchi di domanda post-pandemici, sia un progressivo spostamento verso veicoli di nuova generazione ancora coperti da garanzia e quindi meno intercettati dalla filiera IAM. Anche la contrazione dei materiali di consumo (-4,3%) e dei componenti di carrozzeria e abitacolo (-2,8%) segnala un atteggiamento più prudente degli automobilisti, orientati a posticipare interventi non strettamente indispensabili.
Oggi l’intera filiera dell’autoriparazione deve farsi parte attiva dei processi di trasformazione che stanno investendo la filiera produttiva automotive: non si tratta solo di acquisire nuove competenze tecniche, ma di mantenere un forte focus sull’innovazione, investendo con continuità nella formazione sulle tecnologie emergenti: dalle motorizzazioni elettriche, alla gestione dei sistemi ADAS e in generale su di un’elettronica di bordo sempre più sofisticata, anche sfruttando a proprio favore le applicazioni dell’intelligenza artificiale alla manutenzione, destinata a diventare sempre più precisa, predittiva e veloce”.
