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Tassazione auto aziendali: ANIASA insiste sulla inversione di rottaProseguire sulla direttrice attuale porterebbe a segnare un "autogol"

"Se l’obiettivo del Governo è fare cassa con l’auto aziendale, ribadiamo la nostra ricetta sicura: ripristinare il superammortamento per le auto ad uso strumentale, una misura che nel recente passato ha restituito, per ogni euro di super-ammortamento concesso, 3 euro di entrate per lo Stato e gli enti locali".

Massimiliano Archiapatti, Presidente di ANIASA (Associazione Nazionale Industria Autonoleggio e Servizi Automobilistici) non appare né convinto, né tanto meno rassicurato dalla modifica alla nuova misura sulla tassazione delle auto aziendali, anticipata dal Ministro dell'Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri: calcolo ai fini fiscali dell'intero valore del veicolo solo per le immatricolazioni successive all'entrata in vigore della Legge di Bilancio.

Nel chiedere un altro incontro al titolare del dicastero, teso all'apertura di un reale confronto sul punto, Archiapatti ha definito il provvedimento "un vero e proprio autogol", dal momento che le analisi compiute dall'associazione confindustriale sono arrivate a legare alla misura "pesanti ricadute ambientali, sul mercato automotive e sull’erario".

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La stretta sul piano fiscale provocherebbe, secondo le ultime stime di ANIASA, danni economici per oltre un miliardo di euro, con 700 milioni di euro di differenza in negativo rispetto a quanto previsto dal MEF come entrate in più.

Le auto aziendali coprono al momento il 40 per cento di tutto l'immatricolato. Tassarle nella forma indicata dal Governo darebbe, a partire già da gennaio 2020, il "colpo di grazia" a un settore industriale, quello automotive, che non si è ancora del tutto ripreso dalla crisi del 2008 e che è stato sostenuto nel corso del decennio seguente proprio dalle vendite di prodotto alle imprese.

Tralasciando per un attimo il pericolo di ritorno, per convenienza, dei dipendenti all'auto di proprietà, con la perdita del controllo sull'utilizzo del mezzo e il venir meno della tracciabilità tributaria (ma allora a che cosa servirebbero strumenti come la fatturazione elettronica e la carta carburante?!), altri effetti collegati alla ipotizzata applicazione della misura consisterebbero nel prolungamento dei contratti di noleggio e nella conseguente battuta d'arresto del processo di rinnovo del parco circolante nazionale. Si passerebbe automaticamente da un ciclo di vita del veicolo di quattro anni (corrispondente alla durata del contratto) ad almeno uno di più.  

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